Assaltò blindato dei carabinieri, libero grazie allo "svuota carceri"

Davide Rosci, leader d'azione antifascista di Teramo, scarcerato grazie alle modifiche della legge sulle misure cautelari

Assaltò blindato dei carabinieri, libero grazie allo "svuota carceri"

"Sono libero da ieri sera perché, grazie a una legge entrata in vigore lo scorso 8 maggio, sono cessate le esigenze cautelari". A dichiararlo all’Ansa è Davide Rosci, uno degli attivisti di sinistra accusati dell’assalto al blindato dei carabinieri negli scontri di Piazza San Giovanni dell'ottobre 2011 a Roma, durante la manifestazione degli Indignati .

Teramano, 32enne, leader di Azione Antifascista, Rosci è stato condannato a 6 anni di carcere in abbreviato dal gup di Roma con le accuse di devastazione, saccheggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale pluriaggravate. La condanna è stata confermata anche dalla Corte d’appello, che però ha disposto per lui gli arresti domiciliari, dopo che il 32enne detenuto nel carcere di Viterbo, è finito al centro di una querelle sui continui trasferimenti da penitenziario a peniteziario. Ora è in attesa del processo in Cassazione.

Dopo soli 32 mesi tra prigione e arresti, Rosci torna in libertà, come annuncia con un post sul profilo Facebook.

E questo grazie alle modifiche introdotte nel codice di procedura penale con la legge numero 47 del 16 aprile 2015, che rendono assai più arduo il ricorso al carcere preventivo. Ora, infatti, si può ricorrere alla custodia cautelare solo in casi eccezionali, purché non si sia in presenza di accuse molto gravi come l’associazione sovversiva, l’associazione terroristica, anche internazionale e l’associazione mafiosa.

La legge corregge anche la disciplina degli arresti domiciliari, che potranno essere prolungati, al massimo, per un periodo che va dai 2 ai 12 mesi

"Ora riprenderò la mia attività politica e domani sarò a Lanciano (Chieti) per la grande manifestazione contro le trivelle in mare Adriatico dove sono previste 40 mila presenze. Sono un uomo libero", afferma Rosci, che da oltre un anno era ai domiciliari nella sua residenza di Teramo.

"Sarò in prima linea a Lanciano ma sarò anche in curva domenica per la partita di Supercoppa di Prima Divisione tra Teramo e Novara", ha concluso il 32enne, da sempre considerato il capo degli Ultrà del Teramo.

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