L'assalto "no vax" alla sede dell'ordine delle professioni sanitare

I vertici della sede di Bergamo hanno denunciato il blitz alla Digos che indaga su gruppo attivo in Lombardia

Blitz notturno alla sede dell'ordine delle professioni sanitarie
Blitz notturno alla sede dell'ordine delle professioni sanitarie

Un assalto in piena regola firmato dal movimento “no vax“ bergamasco con vernice rosso sangue. I vertici dell’ordine delle professioni sanitarie, che raggruppa tutti i lavoratori sanitari con laurea, hanno denunciato alla Digos il bitz notturno dei militanti no-vax alla sede dell’ordine di Bergamo. Le indagini non escludono alcuna pista e partono da alcune lettenere minatorie che il coordinatore regionale dell’ordine delle professioni sanitarie, Luigi Peroni, ha ricevuto nei mesi scorsi dopo aver sospeso secondo quanto prevedeva la legge i suoi iscritti non vaccinati. Si tratta di decine di lettere minatorie scritte con inchiostro rosso sangue consegnate nei giorni scorsi alla polizia di Brescia, provincia in cui risiede il presidente regionale. Dalle lettere all’assalto il passo è stato breve.

La solidarietà di colleghi e forze dell'ordine

In rappresentanza degli Ordini della Lombardia riuniti nel Coordinamento regionale, siamo a porgere la nostra vicinanza ai colleghi di Bergamo per i fatti incresciosi accaduti nelle scorse ore - ha precisato Peroni -. Dopo il drammatico prezzo pagato dalla città di Bergamo e l’impegno dimostrato dai Professionisti Sanitari durante la pandemia, ieri notte, per mano di ignoti, la sede dell’Ordine è stata imbrattata con scritte irripetibili. Tali offese gravano sulle spalle di tutti gli Iscritti che hanno offerto e continuano a offrire il loro prezioso contributo sul fronte dell’emergenza sanitaria, dimostrando un grande senso di responsabilità umana e professionale“.

Le indagini

Solidarietà e vicinanza quindi. “Rinnoviamo dunque la nostra piena solidarietà all’Ordine di Bergamo - ha chiuso Peroni - e a tutti coloro che rappresenta, affermando a gran voce che le azioni di pochi non possono e non devono ledere l’intera comunità dei Professionisti Sanitari“. Intanto le indagini potrebbero presto trovare una svolta con la Digos che avrebbe chiuso il cerchio intorno ad un gruppo di “no vax“ attivo in provincia già da diversi mesi sia sui social che con riunioni “no-green pass“.

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