Dopo l'attacco sale l'allerta a Roma. Renzi: "Il mondo libero oggi piange"

Dopo l'attacco a Charlie Hebdo, Alfano vede gli esperti dell'anti-terrorismo: "Allerta elevatissima". Renzi: "Il mondo libero piange"

La polizia blocca le strade davanti alla redazione di Charlie Hebdo
La polizia blocca le strade davanti alla redazione di Charlie Hebdo

Servizi di vigilanza potenziati e un'attenzione particolare alle redazioni giornalistiche romane e agli obiettivi più sensibili, ma anche un invito a una maggiore attenzione inviato dal Viminale a tutte le questure e preture d'Italia,

È salito il livello di allerta, dopo l'attacco al giornale satirico francese Charlie Hebdo, nel quale tre attentatori hanno aperto il fuoco contro la redazione, uccidendo dodici persone (8 giornalisti, 1 impiegato, 1 ospite, 2 poliziotti) e ferendone altre undici, tra le quali quattro che sono attualmente in condizioni gravissime, al grido di Allah u Akbar.

Alle 16.30 il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha visto gli esperti dell'anti-terrorismo di forze dell'ordine e intelligence in una riunione del Comitato di analisi strategica. "Sono delle bestie", ha detto degli attentatori, aggiungendo che non si può "sottovalutare nessun elemento" e che "l'allerta è elevatissima".

Nel prossimo Consiglio dei ministri, secondo fonti del Viminale, si discuterà anche di nuove norme contro i cosiddetti foreign fighters, a cui lavorano da tempo tecnici del ministero. I fatti di Parigi potrebbero portare a un'accelerazione.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è andato invece all'ambasciata di Francia di piazza Farnese alle diciotto. "È stato compiuto un attentato alla libertà", ha detto, chiedendo all'Unione Europea "un'iniziativa esplicita" nelle prossime ore.

"Credo che oggi pianga tutta l'Europa - ha aggiunto il premier -, tutto il mondo libero, tutte le donne e gli uomini che credono nella libertà e nella ragione. Sono qui per mandare il nostro abbraccio, la nostra solidarietà commossa ai giornalisti, ai cittadini, alle istituzioni francesi, al presidente Hollande".

Parlando all'aula del Senato, il ministro Elena Boschi ha detto che "di fronte a questo atto di barbarie non può che essere ferma" la risposta e definito "blasfemia" la giustificazione di simili gesti con la religione. Palazzo Madama ha poi osservato un minuto di silenzio chiesto dal presidente Pietro Grasso, in ricordo delle vittime di Parigi.

A condannare con forza quanto accaduto anche Silvio Berlusconi, che ha denunciato una "follia che, vanificando secoli di costruzione della civiltà e del diritto, mette a rischio ognuno di noi dal momento che non esiste, agli occhi di compie atti di questo genere, alcuna garanzia di pacifica convivenza, nel rispetto delle libertà politiche, civili e religiose".

Commenti