Gli autori attaccano Sky sul diritto d'autore

La pagina acquistata sul Corriere della Sera contro Sky: "Giù le mani dal diritto d'autore. Un attacco contro i diritti"

Gli autori attaccano Sky sul diritto d'autore

Si intitola "giù le mani dal diritto d'autore" l'appello a pagamento sul Corriere della Sera firmato da 1000 autori italiani che denunciato "sbalorditi" un "attacco contro i loro diritti" da parte di Sky.

"Da mesi - si legge nella pagina a pagamento - Sky ha deciso di utilizzare i contenuti creativi frutto del nostro lavoro senza più corrispondere alcuna remunerazione per il loro sfruttamento, come invece prevede la legge sul diritto d'autore e sull'equo compenso". E ancora: "Abbiamo appreso anche che questa emittente sta cercando di utilizzare un'istruttoria contro la Siae, pendente ada un anno presso l'Antitrust, per cercare di dare una sorta di legittimazione al suo comportamento contrario al diritto d'autore".

"Sarebbe grave - si legge ancora - se l'Antitrust aderisse ad un disegno che da un lato punta ad azzerare un diritto acquisito che garantisce la libertà degli autori, dall'altro favorisce gli interessi di gruppi internazionali che cercano di scardinare alcuni principi fondanti dell'Unione Europea".

Gli autori insomma lamentano un comportamente che sarebbe scorretto da parte di Sky nell'utilizzazione di contenuti protetti dal diritto d'autore. Il loro timore è che si affermi "il paradosso per cui pagando meno autori ed editori si otterrebbe un aumento della produzione culturale". Infine l'affondo finale: "Il diritto d'autore è un diritto del lavoro. Non è merce di scambio per garantire profitti milionari a chi rifiuta di restituire agli autori quanto stabilito dalla legge".

Nella pagina a pagamento, in testa, si lege anche un comunicato della Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae) in cui si legge che tra "Siae e Sky è pendente un doppio contenzioso sul compenso destinato agli autori di cinema ed agli autori di musica. La Siae ha presentato denuncia penale nei confronti di Sky per via della decisione di quest'ultima di utilizzare il repertorio Siae senza sottoscrivere le relative licenze, nonostante i ripetuti inviti di Siae in tal senso".

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