Alle aziende non date aiuti, ma lasciatele fatturare

La Cassa integrazione è costosissima. Adesso l'hanno estesa a un numero enorme di persone. E non si sa per quanto tempo

Alle aziende non date aiuti, ma lasciatele fatturare

La Cassa integrazione è costosissima. Adesso l'hanno estesa a un numero enorme di persone. E non si sa per quanto tempo. La Cassa integrazione, com'è noto, riguarda i dipendenti per consentire loro una sopravvivenza dignitosa, nonostante la sospensione degli stipendi. E gli imprenditori che Cassa integrazione hanno? Ho chiesto a un imprenditore se si sentiva tutelato dalla somma di denaro messa a disposizione dallo Stato. La risposta è stata secca: «Non ho bisogno di sussidi, ho bisogno di fatturare!». Giusto, a cosa servono gli aiuti economici quando l'azienda è chiusa e non fattura?

Poiché la chiusura delle aziende è stata fatta molto in fretta, non abbiamo certezza che sia stata fatta evitando l'effetto domino e cioè che l'azienda cominci produrre ma poi trovi le aziende dei clienti e dei fornitori chiuse. Di solito, in paesi dove l'economia funziona, lo stato non interferisce, il prestito necessario per ripartire avviene attraverso un sano sistema bancario, dopo un'accurata valutazione, sulle prospettive dell'azienda e sul suo livello di solvibilità. Perché lo Stato deve assolvere a un ruolo che non gli compete? Nella mia lunga vita, ho visto un'influenza pubblica così grande nell'economia solo durante la seconda guerra mondiale. È inevitabile che durante una guerra mondiale le imprese debbano riconvertirsi per produrre ciò che può servire a vincere la guerra, perché durante quest'ultima sono in gioco la libertà del paese e il suo peso internazionale a guerra conclusa.

E infine ci sono i sindacati, che attualmente fanno pressione perché il maggior numero delle aziende sia chiuso con la giustificazione di salvaguardare la salute dei dipendenti, perché se le aziende con molti dipendenti sono aperte, vi è un possibile rischio di contagio. Probabilmente gli stessi sindacati, quando finirà questo drammatico contagio, faranno scioperi perché mancherà il lavoro e quindi i posti di lavoro. Com'è noto, gli scioperi rappresentano un grosso danno per il Paese e un forte disagio per i cittadini. Un sindacato moderno deve tutelare i dipendenti ma anche le aziende dove lavorano, come avviene in Germania grazie alla Midbestimmung, che garantisce che in ogni consiglio di amministrazione ci siano almeno due rappresentanti sindacali.

Apprendendo le misure che vengono prese in campo economico mi rendo sempre più conto che si tratta di medicine con effetti collaterali gravissimi. Una prolungata inattività di una gran parte delle aziende, negozi, e ristoranti finisce inesorabilmente per provocare un elevato numero di disoccupati, di poveri e addirittura di affamati. Si è cercato di rimediare, da parte del governo, a qualsiasi costo, dando a tutti, anche a quelli che evadevano le tasse. Un esponente politico offriva 600 euro, un altro di un diverso partito rilanciava a mille e così via, a rincarare la dose. Apprendevo queste cose, con l'emotività che provo quando sono in gioco le sorti del nostro Paese. Quanto costa tutto questo, per di più per un tempo indeterminato? Dove si trova questa montagna di risorse? Il rischio di rivolte fa precipitare tutto il Paese in una totale situazione di «assistenzialismo» mentre nel mondo vincono i paesi dove viene applicata la meritocrazia. Quanto aumenterà il debito pubblico, il cui ammontare non fa certo stimare il nostro paese anche internazionalmente? Mia moglie e io ci chiediamo spesso: che diritto abbiamo noi, così come dovrebbero chiederselo tutte le famiglie (anche di coloro che ci governano), di scaricare sui nostri figli, sui nostri nipoti e sui figli di questi ultimi l'onere di pagarlo, perché prima o poi si dovrà pagare. Sin dal liceo classico ho imparato: pacta sunt servanda! Cioè gli impegni si devono rispettare. Che diritto abbiamo, avendo generato per i giovani una vita più difficile, di rendere pesante il carico sulle loro spalle, proprio in un'epoca in cui hanno maggiore responsabilità?