Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 07:19
Politica

Ballano sull'orlo del precipizio

Ogni categoria ha il diritto di rivendicare la propria libertà imprenditoriale e quindi protestare contro le restrizioni anti Covid, e ogni cittadino ha il diritto di pensarla come meglio crede

"Una presa in giro". Le discoteche accendono ancora lo scontro

Ogni categoria ha il diritto di rivendicare la propria libertà imprenditoriale e quindi protestare contro le restrizioni anti Covid, e ogni cittadino ha il diritto di pensarla come meglio crede, anche se questo estenuante duello provoca solo confusione e insicurezza. Ma c'è una categoria che dovrebbe astenersi da queste logiche di profitto o convenienza e comportarsi secondo un interesse generale invece che particolare. Mi riferisco a deputati, senatori e membri del governo, cioè a chi ha il dovere di tutelare la salute nostra e dei nostri figli e che si trova in palese conflitto di interessi. La maggior parte di loro è infatti espressione diretta o indiretta di lobby i cui interessi sono minacciati dalle norme emergenziali. Le squadre di calcio, per fare un esempio, premono per riaprire gli stadi, i discografici i concerti, gli impresari teatri e discoteche, eccetera.

È possibile accontentare tutti rimanendo in sicurezza? No, o comunque non c'è alcuna certezza, se non scommettendo sull'immunità di gregge. Un obiettivo perseguito in Inghilterra all'inizio dell'emergenza e che ha dato risultati disastrosi. Il che non vuole dire che abbia torto il professor Zangrillo quando sostiene che l'epidemia dal punto di vista clinico è assolutamente sotto controllo: è sotto controllo perché provvedimenti restrittivi e di buon senso hanno dato i loro effetti in maniera addirittura insperata.

Per questo mi lascia perplesso che alcuni politici, per motivi elettorali o privati, antepongano i loro interessi a quelli generali. Per esempio, vedere un video della senatrice Daniela Santanché di Fratelli d'Italia che balla in pista senza mascherina invitando i ragazzi a fare altrettanto e a ribellarsi ai divieti, mi lascia perplesso. Parla da proprietaria di discoteca che deve salvare il fatturato della sua azienda o da senatrice che dovrebbe avere a cuore i giovani italiani che rischiano una brutta malattia? Sa, la senatrice, che l'ospedale più vicino al suo locale ha saturato in queste ore i posti di terapia pre-intensiva, soprattutto e purtroppo con ragazzi colpiti dal virus?

Io credo che tra l'allarmismo esasperato (e interessato) del governo e il negazionismo (interessato) delle categorie ci debba essere una sana via di mezzo: sì a vivere liberi, sì a facilitare le imprese là dove possibile, no a dare il via libera ad atteggiamenti e dinamiche irresponsabili quali sono per esempio gli assembramenti non indispensabili. Sarebbe paradossale, e folle, riaprire appieno le discoteche e non le scuole. Balliamo sì, ma non sull'orlo di un burrone.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.