Balli, danze e cori sull'Aquarius L'odissea dei migranti a bordo

Il salvataggio di 629 migranti da parte dell'equipaggio della Aquarius ha aperto un vero e proprio caso diplomatico in Europa. Oggi lo sbarco a Valencia

Balli, danze e cori sull'Aquarius L'odissea dei migranti a bordo

Il salvataggio di 629 migranti da parte dell'equipaggio della Aquarius ha aperto un vero e proprio caso diplomatico in Europa. La chiusura dei porti italiani da parte del governo italiano, gli attacchi di Parigi e la mossa di Madrid che ha aperto il porto di Valencia ha animato e non poco il dibattito sulle politiche di accoglienza e di gestione dell'emergenza immigrazione nel vecchio continente. Ma negli ultimi giorni, proprio quando l'Aquarius è stata costretta a cambiare rotta e a virare verso la Spagna erano montate le polemiche per le condizioni avverse del mare e per alcuni problemi a bordo della nave. Di fatto chiariamo subito che i 629 migranti non hanno viaggiato tutti su Aquarius. Sono stati divisi su altre due navi della Marina Militare e a bordo dell'imbarcazione della Ong ne sono rimasti solo 106. Adesso su quell'odissea in mare vissuta dai migranti a bordo della nave arrivano le testimonianze di una giornalista spagnola, Sara Alonso Esparza, che trovandosi a bordo ha raccontato su Twitter con i suoi video la vita quotidiana dell'Aquarius.

A bordo come è possibile vedere nelle immagini regnava un sano entusiasmo scandito da balli e da danze accompagnati dall'esibizione di alcuni membri dell'equipaggio. Di certo il viaggio in mare per parecchi giorni non è stato facile, ma forse meno drammatico da quanto descritto dopo l'annuncio di Roma sulla chiusra dei porti. In un'altra clip, come ha sottolineato anche la Verità, una donna si prende cura dei capelli di un'altra passeggera. In altre immagini una mamma canta e balla insieme ai suoi figli. Un modo forse per dimenticare la sofferenza che questi migranti hanno dovuto affrontare dopo la partenza dalle coste della Libia. E proprio in prossimità di Valencia, alle prima luci dell'alba, è stato intonato a bordo un canto di liberazione, un canto di gioia che segna la fine di un incubo.