Regioni in pressing: "Allentare la stretta". Ma salta il vertice per riaprire

La cabina di regia è pronta a programmare un allentamento della stretta. Pressing delle Regioni: da maggio far ripartire le palestre. Salvini: "Ascoltiamo la scienza, non l'ideologia"

Regioni in pressing: "Allentare la stretta". Ma salta il vertice per riaprire

Si avvicina sempre più l'ora di un parziale ritorno alla normalità. Dopo gli ennesimi sacrifici chiesti agli italiani è giunto il momento di iniziare a pensare alle prime riaperture per far ripartire il nostro Paese, messo a durissima prova dalle rigide restrizioni imposte dall'emergenza Coronavirus. Il governo sta infatti valutando la possibilità di concedere un mini-allentamento, considerando comunque che fino al 30 aprile sono state praticamente cancellate le zone gialle. La "data X" è il 20 aprile: i governatori locali spingono per ottenere deroghe almeno in quei territori dove la situazione epidemiologica va migliorando.

Non a caso la prossima settimana potrebbe riunirsi la cabina di regia per valutare la programmazione di possibili riaperture di alcune attività sulla base di un eventuale miglioramento dei dati relativi ai contagi, ai decessi e alla pressione ospedaliera. Tuttavia al momento non è stata convocata né sono state definite date. Comunque bar e ristoranti potrebbero riaprire a pranzo, decidendo poi se chiuderli alle ore 18 oppure anticipare l'orario dello stop; cinema e teatri potrebbero riprendere con le regole che erano state già previste per il 27 marzo; potrebbero riaprire anche parrucchieri e centri estetici in zona rossa e a seguire palestre e piscine. "A breve ci sarà una riunione della cabina di regia per decidere se siamo in grado di aprire oppure no", ha fatto sapere Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri.

Il piano del governo

Stando a quanto si apprende da fonti dell'esecutivo, il provvedimento dovrebbe essere contenuto in una delibera che dovrebbe essere approvata in Consiglio dei ministri. L'ala rigorista continua a storcere il naso e invita alla prudenza, ma un segnale di fiducia e speranza ai cittadini va pur dato. D'altronde il premier Mario Draghi è stato chiaro: "Le chiusure sono pensabili o impensabili solo in base ai dati che vediamo. È desiderabile riaprire, la decisione se farlo o meno dipende dai dati". Va ricordato che il decreto in vigore dal 7 aprile prevede che "sono possibili determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate le misure stabilite dal provvedimento" alla luce dell'andamento della pandemia e dalla stato della campagna di vaccinazione.

Nel dettaglio Forza Italia ha individuato la settimana tra il 12 e il 19 aprile come occasione per monitorare la situazione: qualora il quadro dovesse consentirlo, gli azzurri vorrebbero far tornare in classe anche gli studenti delle scuole superiori per poi far alzare le saracinesche di bar e ristoranti. All'attacco è tornato nuovamente Matteo Salvini, che ha chiesto di ascoltare "la scienza, non l'ideologia che vede solo rosso". Per il leader della Lega occorre dare speranza a milioni di italiani "riaprendo le attività e tornando alla vita fin da aprile, ovunque i dati medici lo permettano".

Nel frattempo le Regioni vanno in pressing. La posizione dei presidenti, che giovedì incontreranno il presidente del Consiglio in merito ai fondi del Recovery Fund e che nella stessa giornata si confronteranno con il governo, è lampante: "Fornire prospettive a quei settori chiusi valutando aperture subito dopo il 20 aprile, nel caso di un miglioramento dei dati epidemiologici, per poi permettere da maggio la ripartenza di attività in stand-by da troppo tempo come le palestre". Vito Bardi, governatore della Basilicata, chiede di valutare la possibilità di consentire la riapertura a quelle attività ora chiuse nelle zone rosse e arancioni: "È quello che si diceva già da tempo. C'è un orientamento per cercare di aprire le attività commerciali che stanno risentendo di questo grosso problema".

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