La battaglia di Burke: il "principe" dei conservatori

Il cardinale è al centro delle cronache per aver contratto il Covid. In questi anni, il proporato si è distinto per numerose battaglie che gli hanno assegnato il ruolo di guida dei conservatori

La battaglia del cardinale Burke: il "principe" dei conservatori

Il cardinale Raymond Leo Burke è al centro delle cronache per via del Covid-19. Il porporato ha contratto l'infezione ed è stato ricoverato negli Stati Uniti, dove è stato costretto anche all'ausilio del respiratore. Proprio nella giornata di ieri, però, è arrivato un aggiornamento importante: l'alto ecclesiastico americano è uscito dalla terapia intensiva, così come riportato da molti media cattolici.

Buona parte della stampa progressista si è soffermata sulle recenti posizioni di Burke in materia di vaccini. E una parte del mondo cattolico ha criticato la linea scelta da alcuni mezzi d'informazione. Almeno di quelli che, nel dare la notizia della malattia del consacrato, hanno posto l'accento sul pensiero del "principe della Chiesa" riguardo le vaccinazioni. I cattolici più vicini a Burke stanno lanciando iniziative di preghiera per l'alto ecclesiastico. Preghiere che peraltro lo stesso cardinale ha richiesto. Tutto questo però dimostra che si è innescato un meccanismo mediatico simile a quello riservato a Boris Johnson all'epoca del ricovero. Qualcosa che è valso pure per Donald Trump e Jair Bolsonaro.

C'è un punto che forse va chiarito. La linea della Chiesa cattolica sui vaccini non è espressa dal porporato americano ma dal Papa, che proprio in questi giorni ha dichiarato che "vaccinarci è un modo semplice di promuovere il bene comune e di prenderci cura gli uni degli altri, specialmente dei più vulnerabili", così come si legge pure su @pontifex, ossia l'account pontificio su Twitter. Jorge Mario Bergoglio è anche in prima linea per la liberalizzazione dei brevetti vaccinali, in funzione dell'estensione dell'accessibilità dei vaccini alle periferie del mondo. Insomma, non esistono dubbi su quale sia la posizione del Vaticano sulle misure da prendere per contrastare la pandemia.

Il cardinale conservatore

Per comprendere chi sia il cardinal Burke, più che rimarcare le sue dichiarazioni sui vaccini, conviene guardare alle battaglie portate avanti in tutti questi anni. Anzitutto Burke è uno dei quattro membri dell'assemblea cardinalizia che ha firmato i "dubia" su Amoris Laetitia, l'esortazione apostolica che ha aperto dottrinalmente alla comunione per i divorziati risposati. Una sottoscrizione che ha contribuito a sviluppare la fama di "conservatore" del patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta. Per quanto non sia mai esistita una vera e propria "opposizione" a Bergoglio, Burke è di certo associabile a quella parte di Chiesa cattolica che ha preso posizione in senso critico su alcuni provvedimenti presi durante questo pontificato.

In ambito politico, Burke si è distinto durante la campagna elettorale americana per la sua rigidità, dove ad esempio ha espresso parere contrario sul "diritto alla comunione" di Biden. Il neo presidente Usa è favorevole all'aborto, e dunque per il cardinale statunitense non dovrebbe ricevere l'eucaristia. Il punto è stato discusso anche ai livelli apicali dell'assemblea vescovile americana, mentre la Santa Sede ha frenato le velleità dei vescovi conservatori.

Burke, in ambito "politico", è stato considerato un "trumpiano". In realtà, più che per le simpatie verso l'ex presidente degli Usa, il cardinale si è sempre distinto per l'intransigenza in bioetica. Il che va di pari passo con le critiche al progressismo normativo e culturale di portata Dem.

Le battaglie sulla Messa e sul multiculturalismo

Di recente, l'alto ecclesiastico americano si è pronunciato su Traditionis Custodes, il Motu proprio di Francesco che disciplina sulla Messa antica. Sul vetus ordo e sul suo ruolo all'interno della tradizione cattolica, Burke ha scritto un documento in cui - come si legge sul blog di Sabino Paciolla - si fa presente pure che: "Uno spirito scismatico o uno scisma vero e proprio sono sempre gravemente malvagi, ma non c’è nulla nell’UA che favorisca lo scisma. Per quelli che hanno conosciuto l'UA (la Messa in rito antico secondo l'abbreviazione statunitense ndr) in passato, come me, si tratta di un atto di culto segnato da una bontà, verità e bellezza plurisecolari". Il cardinal Burke si è schierato con chi ritiene che la cosiddetta tridentina non debba essere messa in discussione. La voce del porporato non è stata l'unica a levarsi, ma è stata di sicuro tra le principali.

Le battaglie affrontate da Burke sono molte ed è difficile procedere con un'elencazione esaustiva. Il cardinale è un critico del multiculturalismo, ad esempio. Ma, più in generale, la dottrina cristiano-cattolica ha rappresentato il principale terreno di scontro tra il consacrato statunitense e gli emisferi progressisti, in specie in contemporanea con questo pontificato. Il cardinale non è un teorico del dogma del dialogo con l'islam. E neppure un aperto simpatizzante della linea aperturista in materia di fenomeni migratori. Nel 2019, ha persino chiesto che venisse limitato "l'ingresso degli islamici". Tutte posizioni che hanno contribuito ad annoverare il cardinale tra gli elenchi della "destra ecclesiastica".

Il nodo vaccini

In merito ai vaccini, come ripercorso da Aska News, il porporato americano aveva dichiarato che "deve essere chiaro che la stessa vaccinazione non può essere imposta, in modo totalitario, ai cittadini". Non solo, perché Burke aveva assecondato il parere secondo cui i vaccini avrebbero potuto prevedere "una sorta di microchip che deve essere posto sotto la pelle di ogni persona, in modo che in qualsiasi momento possa essere controllata dallo Stato in merito alla salute e ad altre questioni che possiamo solo immaginare”. Inoltre, il cardinale si era soffermato sulla derivazione dei vaccini da linee cellulari provenienti da feti abortiti, manifestando contrarietà. Pure su questo aspetto, però, la Santa Sede è stata chiara, definendo gli ambiti di liceità.

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