"Bidone giallo, positivi". Ed è polemica sui rifiuti

Nel comune in provincia di Latina ai cittadini positivi che si trovano in quarantena vengono dati dei bidoni gialli da esporre fuori dalla porta. Passeggiate al mattino per scoprire chi è stato contagiato

"Bidone giallo, positivi". Ed è polemica sui rifiuti

Scoppia la polemica a Cori, comune italiano della provincia di Latina, dove ai cittadini risultati positivi al Coronavirus sono stati assegnati dei cassonetti della spazzatura di colore diverso rispetto al resto della polazione da presentare fuori dalla porta in attesa del ritiro da parte degli operatori competenti.

Un fatto sconcertante, che ha naturalmente scatenato un certo malcoltento. Che fine ha fatto la privacy delle persone? Ormai a Cori certi personaggi si divertono a fare delle sortite in strada la mattina presto per scoprire se c'è qualche positivo nel quartiere, questo almeno quanto riferisce il quotidiano "La Repubblica". Soggetti che si divertono a fare i cosiddetti "Covid-tour", passando di casa in casa per vedere il colore dei cassonetti. Chi ha il bidone giallo è risultato positivo al Coronavirus. Una vera e propria vergogna.

A Cori viene fatta la raccolta differenziata porta a porta e, dal momento che sin dall'inizio della dichiarata emergenza sanitaria è stato deciso che i contagiati devono inserire tutti i loro rifiuti in uno stesso contenitore in modo che questi vengano smaltiti diversamente, nel comune in provincia di Latina sono arrivati i contenitori di colore diverso per i positivi. Un segnale inequivocabile che rende di fatto di pubblico dominio la condizione di salute in cui si trova il singolo cittadino. Negli altri comuni le autorità competenti hanno invece deciso di procedere in modo diverso, incaricando ditte specializzate per la raccolta dei rifiuti prodotti da quelle persone risultate positive al virus e costrette alla quarantena. Il tutto viene eseguito con discrezione, senza mettere in evidenza la condizione in cui si trova il contagiato con colori diversi o altro. In alcune zone, ad esempio, i cittadini positivi vengono contattati per sapere quando è opportuno mettere fuori i propri rifiuti. In altre, invece, ci sono degli orari prestabiliti, oppure i rifiuti vengono inseriti in doppi sacchi che poi vengono ritirati dall'operatore incaricato il quale, leggendo il cognome di chi abita nell'abitazione, sa che deve smaltire quei particolari rifiuti in modo diverso. Tutto questo è stato proprio pensato per tutelare la privacy di chi è risultato infetto.

A Cori le cose sono ben diverse. Non solo a chi è positivo viene dato un cassonetto giallo, sul bidone è addirittura indicato con tanto di etichetta che il rifiuto lì contenuto è potenzialmente contagioso. Se a ciò aggiungiamo la discutibile curiosità di certi personaggi che come passatempo decidono di fare una sorta di tour per scoprire chi fra i cittadini è positivo, ecco che viene completamente leso il diritto alla riservatezza.

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