"Bisogna benedire le unioni tra omosessuali"

Le unioni tra omosessuali vanno benedette. Questa è la posizione del vescovo Bode, vicepresidente della Conferenza episcopale tedesca

"Bisogna benedire le unioni tra omosessuali"

Uni invito a benedire e ad accettare le unioni tra omosessuali. Niente di particolarmente strano, anzi, se non fosse che a prendere questa posizione è stato Monsignor Franz-Josef Bode, il numero due dei vescovi tedeschi. In un articolo di questa mattina su La Verità, infatti, Costanza Miriano ha scritto: "Dopo il membro - di fresca nomina - della Pontificia accademia per la vita, che in un' aula della Gregoriana invita all'uso della contraccezione (don Maurizio Chiodi), arriva il vicepresidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Franz-Josef Bode, a chiedere di benedire le unioni tra persone dello stesso sesso, dal momento che "ormai sono un fatto: visto che c'è molto di positivo, buono e corretto in questo, perché non considerare non una messa, ma almeno una benedizione?". La Chiesa, insomma, deve accettare lo stato delle cose, senza "dilungarsi in superflue e inutili distinzioni e analisi caso per caso", ha chiosato l'esponente dell'episcoato teutonico. E mentre la teologia modernista abbraccia sempre di più il mondo contemporaneo, attraverso la "piena accettazione da parte della Chiesa di tutte le forme di convivenza", il fronte tradizionalista non sembra intenzionato a fare marcia indietro neppure su Amoris Laetitia.

Monsignor Negri, uno dei firmatari della “Professione di verità” sul matrimonio, proposta dai Vescovi Tomash Peta, Jan Pawel Lenga, Athanasius Schneider, ha ribadito la sua posizione in merito in questo editoriale firmato dal suo ufficio stampa:"Monsignor Negri - si può leggere nel testo - precisa che le sue affermazioni circa la necessità di un "discernimento caso per caso" in merito all’accesso al Sacramento dell’Eucaristia di quelle persone che sono dette "divorziati risposati" non possono che essere interpretate (come già definito stabilmente da Familiaris Consortio n° 84 e Sacramentum Caritatis n° 29) o riferendole al discernimento di quei casi in cui i “divorziati risposati” già vivono astenendosi dai rapporti propriamente coniugali; o all’accompagnamento di quanti, al fine di poter ricevere con frutto il Sacramento della Riconciliazione e così poi poter accedere al Sacramento dell’Eucaristia, si rendano disponibili ad un cammino penitenziale o di purificazione che li porti previamente a vivere in piena continenza; avendo sempre cura di evitare lo scandalo pubblico dei fedeli". Nessuna apertura sui "divorziati risposati", insomma. Sintomo di come la Chiesa stia vivendo una frattura dottrinale potenzialmente lacerante: da una parte chi sostiene la necessità di benedire le unioni tra omosessuali, dall'altra i fermi difensori della dottrina cattolica, quelli che non vogliono concedere il libero accesso ai sacramenti a chi ha divorziato e si è poi risposato.

E Costanza Miriano, nell'articolo citato, arriva a criticare fortemente le parole del presule tedesco:"Nello specifico: cosa vuol dire benedire una coppia di persone dello stesso sesso? Se vuol dire: io, pastore, chiedo per te la grazia di Dio, prego per te perché ti salvi e sia felice, e fino al giorno in cui chiudi gli occhi per sempre non ti dico che sarà impossibile per te la salvezza, ti sto vicino e ti faccio compagnia, se vuol dire questo, è ovvio che non solo si possono, ma si devono benedire tutti". La Miriano, però, chiarisce succcessivamente il suo pensiero: "Se vuol dire, come pare evidente dalla dichiarazione dei vescovi tedeschi, che c' è del buono nel vivere stabilmente e programmaticamente nel peccato, allora benedire questa scelta è fargli la più grande cattiveria possibile. Perché peccare vuol dire sbagliare mira, mancare il bersaglio, e quindi essere infelici. Se la Chiesa benedice due persone dello stesso sesso che decidono di stare insieme e, si suppone, di compiere atti intrinsecamente disordinati insieme per sempre, toglie a queste persone l'unica possibilità di ascoltare da qualcuno la verità". La Chiesa cattolica, insomma, non sarebbe nella posizione di poter benedire le unioni tra omosessuali in quanto istituto giuridico e in quanto dato di fatto. I modernisti, però, non sembrano accontentarsi di aver ottenuto l'estensione dell'accesso alla comunione per i "divorziati risposati". Adesso, come il vescovo Bode ha dichiarato, è tempo di benedire le unioni tra omosessuali. Bode è il vescovo della diocesi di Osnabrück dal 1995 ed è anche il vicepresidente della Conferenza episcopale tedesca. "Penso che il tema debba essere discusso in maniera più dettagliata all'interno della Chiesa. Il silenzio e i tabù non ci fanno andare avanti e ci rendono insicuri. Per esempio, si potrebbe pensare ad una benedizione che non dev'essere confusa con una cerimonia di matrimonio", ha detto in un'intervista a Neue Osnabrücker Zeitung. Probabilmente una delle posizioni più "progressiste" dai tempi della fondazione del cattolicesimo. Altro che Amoris Laetitia.

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