Boom di interventi estetici per chi lavora in smart working

Una ricerca americana pubblicata dal Washington Post ha rivelato come in questo periodo di smart working siano aumentate le richieste di procedure estetiche soprattutto sul volto la parte più esposta soprattutto quando si lavora davanti al video. Com'è la situazione in Italia su questo frangente?

Il covid oltre ad averci cambiato la vita, ha anche modificato alcune delle nostre abitudini e soprattutto l’approccio che abbiamo con noi stessi e con gli altri con cui quotidianamente siamo o "eravamo" abituati a relazionarci. È curioso notare come con l’avvento della Pandemia alcune categorie lavorative siano state danneggiate ed altre invece vivono un momento di massima espansione. E così se ristoranti, bar, teatri stanno vivendo un periodo nero, la chirurgia estetica sta invece letteralmente spopolando da quando le riunioni, il lavoro e gli incontri avvengono tramite piattaforme online. Mentre prima della pandemia era tutto il nostro corpo a parlare e quindi anche il look che avevamo raccontava molto di noi, con lo smart working ora è soltanto il nostro viso l’unica parte del corpo posta all’attenzione degli altri.

L’inchiesta su questo particolare fenomeno nasce dal Washington Post che ha rivelato come moltissime persone si stanno rivolgendo ai chirurghi plastici per migliorare o addirittura modificare il proprio aspetto del volto. Secondo questa inchiesta in America molti chirurghi plastici hanno visto un aumento delle richieste di interventi estetici al viso, che arriva addirittura ad un aumento del 90% di trattamenti come Filler o Botox rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In questo studio emerge come molti siano gli americani che non amano l’aspetto che hanno in video e nonostante L’American Society Plastic Surgeons non ha ancora stilato il numero esatto delle procedure eseguite, ha tuttavia dichiarato che sono moltissime e persone che sono ricorse a questo tipo di interventi, perché preoccupate per il loro aspetto in video, dal passaggio del lavoro in presenza a quello su piattaforme tipo Zoom.

Questa la situazione in America, ma cosa sta succedendo nel nostro Paese? Si sta seguendo l’andamento americano sulla richiesta di trattamenti o noi italiani siamo meno preoccupati di come mostriamo il nostro aspetto in video? Dati certi a differenza degli USA non sono stati stilati, ma basta rivolgere questa domanda ad alcuni professionisti del settore, per rendersi conto che questo timore non appartiene sono ad altre nazioni, ma lentamente si sta insinuando anche nel nostro tessuto sociale, dove l’apparenza e l’aspetto fisico sono biglietti da visita molto importanti.

Abbiamo quindi posto alcune domande a tre professionisti dell’estetica per capire come questa Pandemia e quindi il conseguente uso di piattaforme online di lavoro, abbia non solo modificato le abitudini ma anche alcune richieste estetiche ben precise. Il primo a rispondere a questo quesito è il dottor Simone Napoli chirurgo plastico e specialista in chirurgia ricostruttiva ed estetica.

“Nonostante nella mia personale esperienza gli interventi che più mi vengono richiesti sono ancora l'addominoplastica la mastoplastica e la liposuzione, ho notato un grande aumento anche dei trattamenti di blefaroplastica (l’intervento che permette di eliminare la pelle in eccesso delle palpebre insieme alle ernie di grasso che costituiscono le borse palpebrali ndr) e della rinoplastica ovvero l’intervento chirurgico che permette di correggere i difetti estetici del naso - racconta il dottore -Sempre basandomi sui miei pazienti, ho notato un aumento di richiesta di almeno il 20% di trattamenti con tossina botulinica e Filler. Questo perché lo smart working ha permesso, non solo di prendersi maggiormente cura di sé stessi, ma di focalizzarsi maggiormente su quelli che vengono considerati difetti estetici, mettendo chiaramente più in primo piano il volto in questo momento maggiormente esposto in video rispetto al resto del corpo. Ma non soltanto, anche chi effettua il lavoro in presenza con le mascherine ha la possibilità di nascondere gli esiti temporanei dei trattamenti di bellezza chirurgici e questo è un grosso appeal per chi decide di sottoporsi a questi interventi, che prima senza mascherina era impossibile nascondere”.

Della stessa opinione è il dott. Antonino Acquaviva medico chirurgo ed estetico. “Anche gli italiani, così come gli americani sono diventati più “sensibili” all’aspetto del volto che è la parte più in mostra quando si lavora su piattaforme come Zoom o Skype o si sta semplicemente davanti al computer con parenti e amici. Per questo c'è stato un aumento di richieste di trattamenti estetici in questo periodo della pandemia da Covid. Le richieste trattano soprattutto botox per le rughe di espressione soprattutto sulla parte alta del volto, le correzioni del naso tramite rinofiller che danno effetti stupefacenti cambiando proprio la struttura del viso senza dover subire interventi chirurgici. Molto richiesti sono anche i cosiddetti filler per le labbra che permettono l’aumento di volume. Spesso, soprattutto le donne, arrivano nel mio studio senza avere le idee molto chiare chiedendomi come apparire al meglio, ovvimente dal vivo, ma ultimamente anche aggiungendo la parola “in video”. Molti sono anche uomini che rispetto al periodo pre covid richiedono questi trattamenti. Il mio consiglio, in questi casi sono per quelli che permettono di migliorare la texture del volto come le biorivitalizzazioni e bioristrutturazioni che sono tecniche micro-invasive che si svolgono in regime ambulatoriale e si eseguono tramite microiniezioni utilizzando aghi corti e sottili nel sottocute. Oppure peeling chimici che vanno a lavorare sulla compattezza e la luminosità della cute”.

Una grande attenzione in questo senso è quella che riguarda il sorriso e non si parla solo di interventi odontoiatrici di cura, ma anche di abbellimento. Il dottor Marco Citro, Direttore Sanitario di Odotociemme di Milano e anche medico odontoiatrico ha riscontrato una richiesta maggiore di interventi con “faccette” per migliorare oltre che la cura, anche la vera e propria estetica della bocca: “Le faccette estetiche o in ceramica le facciamo da molto tempo, ma sicuramente con la diffusione dello smart working c’è una richiesta maggiore di questa tecnica. In America vengono usate da decenni, le prime, estremamamente “evidenti” si sono viste per gli attori della serie di “Dallas”, parliamo quindi di molti decenni, ma ora questa tecnica ha permesso di dare una grande naturalità al sorriso adattandolo sia alla funzionalità della bocca ma soprattutto all’estetica. I pazienti ci tengono moltissimo ad avere un sorriso accattivante e mostrardosi nel sociale è sicuramente molto importante avere "una bocca" che esprima salute. Tutto questo porta ad avere contatti sociali anche via video più favorevoli e soprattutto una maggior autostima in sè stessi. Questi concetti sono stati anche certificati da chi si occupa di neuro estetica ed è quindi comprovato che quando i nostri occhi percepiscono qualcosa di bello c’è uno scatenamento ormonale nel nostro cervello che crea una sensazione di piacere”.

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