Yara, Bossetti: "Io innocente". E il gip non convalida il fermo

Interrogatorio di convalida del fermo per l'uomo accusato di aver ucciso Yara: "Sono totalmente estraneo ai fatti. Non la conoscevo". La sorella gemella: "Non è stato lui". Il gip non convalida il fermo, ma Bossetti resta in cella

Yara, Bossetti: "Io innocente". E il gip non convalida il fermo

È durato una mezz'ora l'interrogatorio in carcere per la convalida del fermo di Massimo Giuseppe Bossetti, il 44enne accusato di aver ucciso il 26 novembre 2010 Yara Gambirasio. Il gip di Bergamo ha deciso che il presunto assassino deve rimanere in carcere, pur non convalidando il fermo dell’uomo.

Nonostante la breve durata del colloquio lasciasse presumere che anche questa volta l'uomo abbia deciso di non rispondere alle domande del gip Ezia Maccora e del pm Francesca Ruggeri, il suo legale ha detto che Bossetti ha finalmente rotto il silenzio e si è dichiarato "totalmente estraneo" ai fatti. "Non si spiega perché il suo dna sia stato trovato sugli indumenti di Yara. Vedremo di dimostrarlo durante il processo", ha detto l'avvocato Silvia Gazzetti, aggiungendo che l'uomo sostiene di non aver mai conosciuto Yara e che la sera dell'omicidio si trovava a casa. Il muratore avrebbe inoltre appreso solo stamani di essere figlio illegittimo e questo lo ha "sconvolto".

Per quanto riguarda il cellulare, Bossetti avrebbe poi spiegato che il telefono avrebbe agganciato la cella vicino al luogo della scomparsa di Yara Gambirasio semplicemente perché abita nella stessa zona. Quanto al fatto che risultasse spento per 14 ore dopo la scomparsa della 13enne, l'uomo sostiene che fosse scarico: "È un cellulare con una batteria che dura poco e quando sono tornato a casa l’ho semplicemente messo in carica", avrebbe spiegato.

In giornata il giudice deciderà se convalidare il fermo e lasciare l’uomo in carcere. "Mio fratello è sangue del mio sangue, io lo conosco, lui è innocente", ha intanto commentato Laura Letizia Bossetti, sorella gemella di Massimo Giuseppe Bossetti, intervistata da Matrix, "Non sapevo di avere un altro padre, ma per me mio padre è quello che mi ha cresciuta.Qui in famiglia stiamo male, è una tragedia, ma ci sentiamo vicini ai genitori di Yara Gambirasio".

Sul caso è intervenuto anche il garante della privacy che ha richiamato i media "al massimo rispetto" dell’essenzialità della notizia e sottolineato che neanche l’interesse pubblico legittima l’accanimento sugli "aspetti più intimi della persona tale da determinare irreparabili danni nella vita familiare e di relazione".

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