Briatore sul rapimento di Silvia Romano: "Mandata in zona pericolosa"

Flavio Briatore commenta le notizie che riguardano il rapimento di Silvia Romano in Kenya e di fatto mette nel mirino la onlus per cui lavora la 23enne

Flavio Briatore commenta le notizie che riguardano il rapimento di Silvia Romano in Kenya e di fatto mette nel mirino la onlus che, a suo dire, avrebbe mandato la ragazza a svolgere la sua attvità di cooperante in una zona rischiosa: "Credo sia necessario valutare più attentamente le possibili conseguenze delle azioni seppur meritevoli della onlus che ha inviato in un luogo considerato insicuro e pericoloso una ragazza di 23 anni!".

La ragazza in questo momento si trova nelle mani di una banda di uomini armati che martedì sera dopo l'irruzione in un centro commerciale ha sequestrato la 23enne. Briatore poi rincara la dose: "Questi ragazzi che vengono inviati in villaggi remoti con spirito di fratellanza e disponibilità sono coscienti di cosa incontreranno e dei pericoli di cui si espongono e a cui espongono chi sta loro intorno? Sono in grado di comunicare con i bambini che in questi villaggi parlano solo Kiswahili? Testimoni hanno dichiarato che i rapitori cercavano la giovane italiana, facile preda, probabilmente per ottenere un riscatto!". Briatore infine augura che Silvia "sia liberata al più presto".

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Commenti

mariod6

Ven, 23/11/2018 - 13:56

Come già scritto ieri, nnon conosco le motivazioni di questa volontaria, ma il Kenya è un paese molto pericoloso, fuori e dentro i resorts più o meno di lusso. Confina con la Somalia che è un inferno in mano agli estremisti islamici. Se era così importante aiutare il prossimo (gratuitamente o meno) bastava andare in Abruzzo o nelle Marche. Questi slanci di eroismo ed abnegazione non richiesti portano sempre a costi enormi per tutte le collettività. Poi, pagato il riscatto, tutto cade nell'oblio e si ricomincia. I caporioni della Onlus erano mai andati a verificare le condizioni dei luoghi dove mandano questi ragazzi???

Valvo Vittorio

Ven, 23/11/2018 - 19:35

Si può asserire che di fronte al fanatismo religioso non c'è logica che regga! La Chiesa cattolica e non solo ha bisogno di martiri altrimenti cessa gran parte dell'istituzione della santità! Un rimedio potrebbe essere che lo Stato chieda al soggetto una dichiarazione di responsabilità se maggiorenne altrimenti dai suoi genitori se minorenne. Questo per evitare futuri oneri alla collettività. Credo non esista altro rimedio al fanatismo: è come mandare in guerra un militare privo di armi. Credo che solo Hitler osasse questo quando le sorti della guerra erano agli sgoccioli!