Bulgaro sequestra una ragazza, la stupra e la costringe a prostituirsi

L'incubo è andato avanti per una quindicina di giorni. La vittima si è salvata grazie a un cliente, che l'ha aiutata a raggiungere la Questura e denunciare il suo aguzzino

Bulgaro sequestra una ragazza, la stupra e la costringe a prostituirsi

Pulp Fiction a Milano. Un 33enne bulgaro, appena uscito di prigione, ha sequestrato un ragazza, ha abusato di lei, poi l'ha costretta a prostituirsi. La vittima è una sua connazione di 30 anni che, grazie all'aiuto di un cliente e un amico, negli scorsi giorni è riuscita a raggiungere la Questura e a denunciare il suo aguzzino, che è stato così arrestato dagli agenti della squadra mobile di Milano.

Ora dovrà rispondere di violenza sessuale, sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione: per lo stesso tipo di reati, risalenti al 2008, era già stato in prigione e da poco era stato scarcerato.

L'incubo, secondo quanto raccontato dalla ragazza, era iniziato il 26 gennaio scorso in via Forlanini, presso una fermata del bus 27: l’uomo, che la seguiva da tutto il giorno, l’ha sorpresa alle spalle bendandola e facendole perdere i sensi. L'ha tenuta rinchiusa in un container nascosto nel cantiere edile abbandonato in via Pittari.

Per giorni l’ha picchiata con calci e pugni, anche con una catena in metallo, e ha abusato di lei ripetutamente. Non solo. La 30enne - secondo quanto raccontato agli agenti - è stata così costretta a prostituirsi prima in provincia, poi a Milano in zona Corvetto, sempre sotto l'occhio vigile del 33enne, che poi riscuoteva gli incassi. Il 5 febbraio la giovane è scoppiata in lacrime mentre era in auto con un cliente che, ascoltata la vicenda, ha deciso di darle una mano, permettendole di contattare un amico connazionale, che l’ha poi accompagnata in Questura per presentare denuncia.

La donna è piena di ferite e di echimosi: tutti segni giudicati compatibili col suo racconto. Ora è in una comunità protetta, mentre il suo rapitore ha continuato a cercarla nella zona, minacciando anche di vendicarsi con chi le ha permesso di liberarsi. Gli agenti della squadra mobile, data la pericolosità del soggetto, hanno accelerato le procedure e ieri è stato convalidato il fermo nei suoi confronti. Il 33enne è stato anche trovato anche in possesso di una pistola a salve, che è stata sequestrata.