Buona condotta e pena ridotta per Battisti: "Beffa per lo Stato"

Il fratello dell'agente della digos Andrea Campagna, assassinato dai Pac nel 1979, attacca: "Sta facendo tutte commedie. In Italia, tra sconti vari, di fatto l'ergastolo non si fa. Sono le distorsioni del nostro ordinamento"

Buona condotta e pena ridotta per Battisti: "Beffa per lo Stato"

Liberazione anticipata per l'ex terrorista dei Pac Cesare Battisti, un provvedimento, questo, che sta scatenando nelle ultime ore un mare di polemiche.

Ad illustrare le motivazioni di una scelta del genere è direttamente Maria Cristina Lampis, magistrato di sorveglianza di Cagliari, secondo la quale il 65enne, recluso attualmente nella casa circondariale di Oristano,"nel corso della carcerazione ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione, facendo, inoltre, registrare una condotta regolare". Ecco quindi spiegato perchè Battisti avrebbe acquisito il diritto di ricevere "45 giorni di riduzione pena", che la legge prevede vengano assegnati per ogni semestre di pena scontato nel caso in cui venga rilevata la buona condotta. Il periodo, pertanto, preso in esame è quello dei due semestri intercorsi tra il gennaio del 2019 ed il gennaio dell'anno in corso.

La notizia, che ha fatto il giro del web, ha ovviamente provocato delle forti reazioni, tra cui quella del fratello di Andrea Campagna, l'agente della Digos assassinato a Milano dai Pac il 19 aprile del 1979."In Italia purtroppo lo prevede la legge. Fa parte del nostro ordinamento. Rispetto la legge ma credo nella certezza della pena", dichiara Maurizio Campagna come riportato da AdnKronos. "Battisti è stato condannato a due ergastoli, uno per l'uccisione di mio fratello e un altro per quella della guardia carceraria Antonio Santoro. Dovrebbe scontare la pena e stare in carcere". Una questione, quella della (in)certezza della pena, che non può non tornare al centro del dibattito: "In Italia, tra sconti vari, di fatto l'ergastolo non si fa. Sono le distorsioni del nostro ordinamento".

Il pensiero di Andrea Campagna, a proposito di pene non congrue al crimine, si estende anche agli stessi complici di Cesare Battisti, quelli che definisce 'i compagni di merenda'. "Quasi tutti erano stati condannati all'ergastolo ma avranno fatto nove anni di galera al massimo. Battisti è stato stupido a scappare, se si faceva il carcere in Italia sarebbe già stato libero come gli altri suoi compagni", affonda ancora. "È sbagliato pensare che il passare degli anni debba alleggerire la pena. Battisti, e anche il suo avvocato, dovrebbe sapere che l'omicidio non decade mai. Ha ucciso mio fratello 41 anni fa, l'omicidio non va in prescrizione, se ne facciano una ragione. Deve scontare la pena".

A rendere ancora più acceso il dibattito è la notizia dello sciopero della fame iniziato dall'ex terrorista dei Pac, che si rifiuta anche di assumere i medicinali per l'epatite B da cui è affetto. La protesta, sostenuta anche dal suo legale, è contro il provvedimento dell'isolamento diurno. "Sconcerta l’assenza assoluta di risposte all’istanza presentata dalla difesa a tutti gli organi competenti ancora il 18 maggio, in cui si denunciava la situazione di illegittimo isolamento, e vanamente reiterata il 12 giugno", spiega l'avvocato Davide Staccanella, come riferito da SardiniaPost. "Assenza di risposte che impedisce anche il minimale diritto di impugnare qualsivoglia provvedimento amministrativo".

A proposito dello sconto di pena, invece, Staccanella si è così espresso: la scelta "Evidenza ancora di più la incomprensibile contraddizione del Ministero che continua a classificare come pericoloso terrorista un soggetto che ha commesso l’ultimo fatto per cui è intervenuta condanna nel 1979 e in ben diverso contesto storico e sociale del nostro Paese".

Di ben altro avviso, in merito alla vicenda dello sciopero della fame, Maurizio Campagna: "Sta facendo tutte commedie, ha preso per i fondelli la maggior parte delle persone, anche il presidente Lula. Sta utilizzando il suo campionario per beffare lo stato, i parenti delle vittime e gli italiani. Tutto per farla franca. Mi auguro che non succeda".

"Questo vigliacco assassino si è goduto 37 anni di latitanza, ho contribuito ad assicurarlo alle patrie galere quando ero ministro e

adesso gli diamo lo 'sconto di pena' per buona condotta?!? Questa non è giustizia, è un insulto alla memoria delle vittime, alle loro famiglie e a tutti gli italiani!", ha attaccato su Facebook Matteo Salvini.

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