"Io un filo-Putin?": l'ira di Cacciari contro Floris. Cosa è successo in diretta tv

La definizione "filo-Putin" fa sbottare ancora una volta l'ex sindaco di Venezia. Scontro con Giovanni Floris a DiMartedì

"Io un filo-Putin?": l'ira di Cacciari contro Floris. Cosa è successo in diretta tv

Massimo Cacciari sbotta in tv per essere stato ancora una volta inserito nel gruppo dei cosiddetti putiniani. Ospite a DiMartedì, trasmissione in onda su La7, l'ex sindaco di Venezia ha duramente ripreso il conduttore Giovanni Floris, che a chiusura del dibattito sul conflitto Russia-Ucraina aveva riassunto in maniera spicciola le posizioni dei presenti, inserendo Alessandro Di Battista e Piero Fassino, ma anche lo stesso Cacciari, nella fazione "filo-Putin".

Una conclusione troppo approssimativa, quella di Floris, che ha provocato la forte reazione del filosofo. Dopo aver sgranato gli occhi per l'incredulità, Cacciari ha infatti sbottato: "Io Filo-Putin? Ma chi è filo-Putin? Ma cosa dice?". E ancora: "Io non ero filo-Putin come non ero filo-sovietico, non ero filo-sovietico quando ero nel partito comunista". "Contesto questa definizione", si è aggiunto anche Piero Fassino, facendo eco all'ex primo cittadino di Venezia.

Poco prima, nel corso della trasmissione, Cacciari e Fassino si erano fra l'altro scontrati su quanto sta accadendo in Ucraina. Secondo Fassino, infatti, l'Unione europea non ha sviluppato un atteggiamento antagonistico nei confronti della Russia, mentre per Cacciari l'allargamento dell'Unione europea, con conseguente inserimento della Nato, non si è rivelato essere il giusto metodo per rapportarsi con la Russia.

Le conclusioni di Giovanni Floris, tuttavia, hanno indignato entrambi. Riprendendo il conduttore, Cacciari ha sottolineato che la politica è realismo. Floris, a quel punto, si è difeso, ricordando all'ex sindaco di Venezia che nei primi dibattiti sullo spinoso argomento "c'è stato un momento in cui chi valutava il peso delle posizioni della Russia senza per questo abbracciare le decisioni di Putin veniva considerato filo-Putin".

"Dagli idioti!", ha però sbottato Cacciari. "Dagli idioti, certo. Ma il grembo dei deficenti è sempre fertile, sempre fecondo, sempre in stato interessante", ha aggiunto, affermando di voler invece portare avanti il dibattito con Fassino e Di Battista. "Oggi l'imperativo categorico è fermare la guerra, non la combattiamo noi. Significa morti e massacri di russi e ucraini. Bisogna fermarla! Per convincere a fermare quelli che la fanno occorre che gli altri facciano quello che possono fare, che non sono semplicemente sanzioni e mandare armi, chiaro?", ha concluso. Insomma, non è tempo di mettersi a cercare delle fazioni, sembra aver voluto dire il filosofo, adesso è vitale porre fine al conflitto.

Non è fra l'altro la prima volta che Massimo Cacciari rifiuta la definizione "filo-Putin". Raggiunto telefonicamente da Il Fatto Quotidiano, il filosofo aveva risposto anche al giornalista Gianni Riotta ed alla sua lista dei "putiniani d'Italia", definendolo senza mezzi termini un "coglione".

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