Coronavirus

Caffè al banco: si può bere o scatta la multa?

Il Decreto Riaperture non ne parla, ma secondo il gruppo di avvocati di Confcommercio non ci sarebbero dubbi: visto che il provvedimento non ne vieta il consumo questo è consentito

Caffè al banco: si può bere o scatta la multa?

Da lunedì, in zona gialla, i ristoranti potranno servire al tavolo, a pranzo e a cena, ma solo all’aperto e, in ogni caso, con l’obbligo di rispettare il coprifuoco delle ore 22. Anche per l’asporto resterà lo stop alle 22 (anticipato alle 18 per i locali senza cucina). Nessun limite per la consegna a domicilio. Regole precise e inequivocabili, eppure il Decreto Riaperture presenta anche dei dubbi interpretativi, in particolare per ciò che riguarda la possibilità di poter bere un caffè al banco di un locale di ristorazione. Il testo del provvedimento del governo recita: “Bar e ristoranti. Dal 26 aprile 2021, nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati”.

Nel decreto non è specificato come comportarsi per il consumo al banco e ciò potrebbe creare una serie di problemi ai commercianti e agli avventori. C’è il rischio di essere multati? Secondo il gruppo di avvocati di Confcommercio, come riporta il quotidiano La Nazione, non ci sarebbero dubbi: visto che il provvedimento non vieta il consumo al banco, questo è consentito. Seguendo questa interpretazione, dunque, si potrebbe prendere tranquillamente il caffè in piedi, all'interno. Una circolare di Fipe Confcommercio inviata agli associati spiega che si può fare servizio al bancone fino alle 18 "non solo in quanto questo non è espressamente vietato dal provvedimento in oggetto, ma anche perché, secondo il Dpcm del 2 marzo, era possibile effettuarlo".

Per i legali la differenza tra consumo a tavolino (vietato al chiuso) e al bancone sta tutta nel fatto che la permanenza al banco del bar è molto breve e il rischio di contagio è minimo. Questa, però, resta una interpretazione, seppure motivata. In attesa che l’intero decreto venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, magari più ricco di dettagli, il testo ci dice che non è possibile prendere un caffè o un aperitivo al banco dal 26 aprile nemmeno in zona gialla, ma che la consumazione deve essere fatta al tavolo e all’aperto. Non si dice che al bar si può consumare al chiuso e al ristorante no: il Governo parla di servizio al tavolo all’aperto in bar e ristoranti. Se i tavoli non ci sono oppure sono occupati, vale la precedente regola dell’asporto: prendi il caffè nel bicchierino di carta e te lo porti lontano dal bar.

Comunque, se questo aspetto non verrà chiarito in breve tempo dal governo, come spiega il sito laleggepertutti.it, si rischia una pioggia di multe. Finora, quando il bar apriva nelle zone gialle, nulla impediva al cliente di prendere un caffè al banco la mattina o uno spritz nel tardo pomeriggio e di fare due chiacchiere dietro la mascherina e alla dovuta distanza con il cameriere. Questa inerzia, il dare per stabilito che se anche questa volta aprono i bar come prima, potrebbe portare molti clienti a usufruire della consumazione in piedi al banco e non seduti al tavolino, all’esterno del locale, massimo in quattro per ogni tavolo, a meno che non si tratti di conviventi. In assenza di chiarimenti, per essere sicuri di non incappare in sanzioni, toccherà attendere il primo giugno, cioè la data in cui sarà consentita la consumazione in bar e ristoranti al chiuso fino alle 18.

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