Cronache

Quell'ideologia "gender" propagandata ai bambini (di nascosto dai genitori)

La Lega, attraverso un'interrogazione in consiglio regionale, ha incalzato la giunta su quanto sarebbe accaduto, a luglio scorso, in un centro estivo di Casalecchio.

Quell'ideologia "gender" propagandata ai bambini (di nascosto dai genitori)

La cosiddetta ideologia gender propagandata ai bambini senza che le famiglie ne sapessero nulla. Questa, in sintesi, è l'accusa mossa dalla Lega nei confronti di quanto sarebbe accaduto, lo scorso 6 luglio, a Casalecchio, nel bolognese. Sullo sfondo di questa storia c'è il Gay Pride tenutosi all'epoca dei fatti contestati tra le strade della città dell'Emilia Romagna: la stessa manifestazione per cui i bambini sarebbero stato "dipinti" dalle operatrici.

La 'teoria gender', per la formazione guidata da Matteo Salvini, è stata diffusa all'interno di un centro estivo gestito da una cooperativa, il cui nome è "Dolce". La vicenda in questione era già balzata alle cronache mesi fa, ma la Lega ha deciso di alzare ancora il tiro. Anche Forza Italia era intervenuta su questi presunti accadimenti, con la contrarietà espressa dal deputato Galeazzo Bignami: "Il buon senso qui manca del tutto - aveva dichiarato - . Con un numero infinito di favole istruttive e attività che possono essere proposte ai bambini, la cooperativa non ha trovato di meglio da fare che dedicare un laboratorio al gay pride?...".

Possibili novità sul caso sono contenute nell'interrogazione presentata in Consiglio regionale da un esponente leghista, il consigliere Daniele Marchetti: "Su un diario - ha asserito Marchetti - le educatrici avrebbero riportato le attività svolte, scrivendo 'Ci siamo dipinti la faccia coi colori dell'arcobaleno per festeggiare insieme il Gay Pride, viva l'amore!' e avrebbero letto ai bambini due testi, 'Buongiorno postinò e 'Piccolo Uovò, testi comunemente classificati dagli specialisti come portatori della ideologia gender".

Marchetti vuole sapere dalla Giunta regionale se sia o no "a conoscenza dei fatti, comprovati dal diario e dalle fotografie e ammessi dall'assessore, se sia a conoscenza che i due testi menzionati siano stati ritirati dai nidi e scuole di altre amministrazioni e sono oggetto di continui contrasti e contestazioni" e se lo stesso organo esecutivo pensi che "il non gradimento di quanto accaduto da parte dei genitori" rappresenti "una prevaricazione di diritti altrui o un diritto naturale primario dei genitori stessi".

L'amministrazione bolognese e la cooperativa in questione hanno organizzato una conferenza stampa per parlare dell'episodio, ma per Marchetti le famiglie sono state tenute comunque tenute "all'oscuro". Il consigliere leghista si è rivolto anche al sindaco di Bologna, per domandare se, stando al suo parere, "vada bene diffondere l'ideologia gender" senza "dirlo alla famiglia" e se "il festeggiare insieme il gay pride e lettura di testi intesi alla diffusione dell'ideologia gender siano stati preventivamente concordati dagli educatori almeno con il coordinatore pedagogico e con il coordinamento pedagogico dell'Unione dei Comuni Valli del Reno-Lavino-Samoggia". La Lega, che è tra le formazioni più critiche rispetto alla promozione di quella che viene chiamata 'ideologia gender', non sembra intenzionata a riporre quanto successo a Casalecchio in un dimenticatoio.

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