Chiesto il rinvio a giudizio per Davigo e Storari

Il procuratore di Brescia Francesco Prete ed il pubblico ministero Donato Greco hanno firmato la richista di rinvio a giudizio per Piercamillo Davigo e Paolo Storari, accusati di rivelazione del segreto d’ufficio

Chiesto il rinvio a giudizio per Davigo e Storari

In merito al caso Amara, vicenda che ha causato un certo imbarazzo alla magistratura italiana, la procura della Repubblica di Brescia ha deciso di sottoporre a processo l'ex pm di "Mani pulite" Piercamillo Davigo ed il pm Paolo Storari per rivelazione del segreto d’ufficio. Il procuratore di Brescia Francesco Prete ed il pubblico ministero Donato Greco hanno infatti da poco firmato la richista di rinvio a giudizio.

Continuano a far scalpore le rivelazioni dell'avvocato Piero Amara, finito in manette nell'ormai lontano 2018 per i depistaggi dell’inchiesta Eni ed alcuni episodi di corruzione. Nel corso delle audizioni, Amara aveva fatto il nome di alcuni magistrati che si erano rivolti a lui per ottenere promozioni, ed aveva parlato di una loggia segreta, denominata "Ungheria". Dichiarazioni successivamente segretate, che il pm milanese Paolo Storari aveva passato all'allora consigliere del Csm Piercamillo Davigo nella primavera del 2020.

A distanza di mesi, il caso continua a far discutere. Lo scorso ottobre sono state chiuse le indagini, con la richiesta d'archiviazione delle accuse di omissione di atti d'ufficio mosse contro il capo della procura di Milano Francesco Greco.

Già nell'avviso di chiusura delle indagini, la procura di Brescia aveva però contestato a Paolo Storari il fatto di aver agito “al di fuori di ogni procedura formale”, consegnando le carte segrete a Davigo. Un'azione compiuta "in assenza di una ragione d’ufficio che autorizzasse il disvelamento del contenuto di atti coperti dal segreto investigativo".

Piercamillo Davigo, d'altro canto, avrebbe "rafforzato il proposito criminoso di Storari", assicurandogli, come riportato da Il Fatto, "di essere autorizzato a ricevere copia” dei documenti, poiché “il segreto investigativo su di essi non era a lui opponibile in quanto componente del Csm". Anche nel suo caso, dunque, si parla di violazione dei “doveri inerenti alle proprie funzioni” e abuso “della sua qualità di componente del Csm”.

Nel corso della prossima settimana si terranno gli interrogatori del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e del pubblico ministero Sergio Spadaro (ora alla procura europea). Entrambi sono indagati per rifiuto d'atti d'ufficio in merito al caso Vincenzo Armanna, legato al processo Eni-Nigeria.

Ancora da definire la posizione dell'aggiunto milanese Laura Pedio e dell'ex procuratore capo di Milano Francesco Greco, nei confronti del quale il gip non si sarebbe ancora espresso. Quanto a Storari e Davigo, entrambi saranno presto chiamati a comparire davanti a un gup per l'udienza preliminare.

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