Cronache

Ha ignorato l'ordine della Gdf. I pm vogliono salvare Casarini

La richiesta della procura siciliana è stata fatta anche nei confronti dell'altro indagato, il capitano della Mare Jonio Pietro Marrone. La vicenda risale allo scorso mese di marzo, quando la nave dell'Ong Mediterranea Saving Humans non ha rispettato il divieto di ingresso a Lampedusa

Ha ignorato l'ordine della Gdf. I pm vogliono salvare Casarini

Era il marzo del 2019, quasi un anno fa ma sembra passata un’era nel frattempo. Al governo vi era ancora la maggioranza gialloverde, al Viminale sedeva Matteo Salvini.

E dopo un periodo di relativa calma, sul Mediterraneo si affacciava nuovamente il problema migratorio: l’inverno era finito, il mare tornava ad essere in condizioni ottimali, i barconi dunque riprendevano il cammino dalle spiagge libiche. All’orizzonte, sotto il profilo politico, vi era già dunque la possibilità di un nuovo braccio di ferro tra l’esecutivo gialloverde e le organizzazioni non governative.

Ad aprire le danze è stata, per l’appunto dieci mesi fa, una nuova Ong tutta italiana che ha avuto in Luca Casarini il proprio “frontman”: il riferimento è alla Mediterranea Saving Humans, fondata pochi mesi prima grazie anche ad un prestito di Banca Etica garantito da alcuni esponenti politici, tra cui l’ex presidente della Puglia Nichi Vendola.

La nave Mare Jonio, acquistata dall’Ong assieme al veliero Alex, ha recuperato nel Mediterraneo centrale 49 migranti ed ha iniziato dunque il duello con l’esecutivo Conte I. E, soprattutto, con l’allora ministro dell’interno Matteo Salvini.

Quest’ultimo, in linea con quanto svolto nell’estate precedente, aveva decretato il divieto di ingresso della Mare Jonio in Italia. Tuttavia, il capo missione Luca Casarini ed il capitano Pietro Marrone, sono poi riusciti ugualmente ad entrare dopo un lungo tira e molla con le autorità.

È stato quello il primo precedente di un’estate, quale quella del 2019, caratterizzata da altri simili episodi come, tra tutti, lo speronamento operato da Carola Rackete nei confronti di una motovedetta della Guardia di Finanza a Lampedusa al timone della nave Sea Watch 3.

Anche in quel “caso zero” del 2019 l’Ong italiana è riuscita ad arrivare all’interno del porto di Lampedusa. La procura di Agrigento ha sequestrato la nave ed ha aperto un’inchiesta, seguendo le normative previste dal primo decreto sicurezza varato nell’ottobre del 2018. I nomi scritti all’interno del fascicolo sono stati proprio quelli di Luca Casarini e Pietro Marrone, con i due indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e mancato rispetto di un ordine dato da una nave militare.

Nelle ultime ore, dagli uffici della procura siciliana è arrivata la notizia della richiesta di archiviazione per i protagonisti di questa vicenda: “La Procura di Agrigento – si legge sull'Adnkronos – ha chiesto al gip l'archiviazione per Luca Casarini e Pietro Marrone, rispettivamente capo missione e comandante della nave Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans”.

L’indagine, come detto, è scattata subito dopo l’approdo della nave a Lampedusa. Lo scorso 2 aprile lo stesso Casarini è stato sentito all’interno dei locali della procura di Agrigento dal procuratore aggiunto, Salvatore Vella, e dal pubblico ministero Cecilia Baravelli.

Dopo la diffusione della notizia della richiesta di archiviazione, i due diretti interessati hanno subito rilasciato una dichiarazione congiunta in merito: “Accogliamo questa notizia con soddisfazione ma ne eravamo sicuri: solo la logica perversa di qualche politicante ha trasformato il soccorso in mare in un possibile reato – si legge in una nota di Casarini e Marrone diffusa dall’AdnKronos – Abbiamo fatto solo quello che era giusto fare e naturalmente adesso non vediamo l'ora di tornare ad aiutare le persone che stanno tentando di scappare rischiando di affogare in mare”.

A commentare la notizia arrivata da Agrigento, anche la portavoce di Mediterranea, Alessandra Sciurba: “Ricordo che quella di Mare Jonio fu una missione fondamentale – si legge in una nota – era stata la prima volta dopo mesi in cui il diritto era stato sovrastato dagli hashtag e i tweet dell'ex ministro dell'Interno. In quella occasione una nave della società civile era entrata in porto nel minor tempo possibile facendo quello che doveva fare e oggi questo viene riconosciuto anche per via giudiziarie”.

Come detto, adesso i membri di Mediterranea vorrebbero tornare quanto prima in mare. Tuttavia, tanto la Mare Jonio quanto il veliero Alex, quest’ultimo anch’esso entrato con migranti a bordo a Lampedusa nel mese di luglio, rimangono sotto sequestro.

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