Caso Saman, un'auto avrebbe potuto salvarla?

Nelle ore precedenti alla scomparsa di Saman Abbas, un'auto si è aggirata attorno all'azienda agricola: intanto ci sono due ruderi inesplorati nei pressi

Caso Saman, un'auto avrebbe potuto salvarla?

Le telecamere di sorveglianza della casa in cui la famiglia di Saman Abbas viveva e lavorava continuano a rivelare dettagli degli ultimi giorni e delle ultime ore di vita della giovane.

La 18enne di origine pakistana, che si era sottratta al matrimonio forzato con un cugino più vecchio di lei, è scomparsa nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio 2021. La famiglia, con l’esclusione del fratello, è stata rinviata a giudizio e l’inizio del processo è previsto per febbraio 2023.

Dopo che in queste settimane le telecamere hanno mostrato le ultime immagini di Saman scortata verso le serre di notte dalla madre Nazia Shaheen, e dopo ave mostrato le due donne e altri membri della famiglia in zona quella notte, ora c’è un’auto che apre alle possibilità delle “sliding doors”: Saman poteva essere salvata? Il presunto piano della famiglia avrebbe potuto saltare? Le accuse rivolte alla famiglia della giovane sono di omicidio e occultamento di cadavere, ma il corpo della ragazza non è mai stato ritrovato. Si dovrà attendere il processo per individuare le eventuali responsabilità.

Quarto Grado” ha mostrato in esclusiva le immagini relative alle 21.47 del 30 aprile: un’automobile scura fa il giro dell’edificio in cui vivono gli Abbas. Si tratta del padre del titolare dell’azienda agricola, solito a fare queste incursioni “a campione”, casuali, dopo che erano avvenuti alcuni furti nelle loro proprietà. La vettura viene mostrata dirigersi verso le serre e anche nella zona in cui le telecamere avevano già ripreso Danish Hasnain, zio di Saman considerato l’esecutore materiale del delitto, con due cugini della giovane e tutti e gli uomini imbracciavano pala e piede di porco.

Dopo che l’auto è andata via, alle 22.11 si vede Shabbar Abbas, padre di Saman, dirigersi verso le serre e tornare pochi minuti dopo. Sul piazzale di fronte alla casa alle 23.14 appare anche Nazia. Poi ci sono i filmati già resi noti in queste settimane. La mattina dopo le videocamere riprendono gli Abbas lasciare la casa su un taxi abusivo, alla volta di Malpensa per tornare in Pakistan, mentre altri lavoranti partono su mezzi che erano a disposizione dell’azienda agricola. Quest’ultima informazione cozza contro una parte delle informazioni diffuse finora, e cioè che Abbas e parenti non disponessero di mezzi di trasporto se non alcune biciclette, il che avrebbe potuto rendere impossibile il presunto occultamento di cadavere lontano dall’azienda agricola.

“Quarto Grado” ha puntato l’accendo anche su due luoghi che pare non siano stati presi in considerazione dagli inquirenti. A poca distanza dall’azienda agricola, si trovano infatti due ruderi, un ex casolare e un ex caseificio. A quanto pare, in uno di questi, lo zio e i cugini di Saman si nascondevano per bere durante le pause del lavoro e la sera, ma si tratta di indiscrezioni da verificare.

Non si può invece verificare, allo stato attuale e senza strumentazione, se la terra all’interno di questi ruderi sia stata smossa. Ma è passato anche più di un anno dalla scomparsa di Saman. Ben 386 giorni da quando a piangere la ragazza è rimasto Saqib Ayub, un coetaneo conterraneo residente nel Frusinate che la 18enne aveva deciso di sposare.

Commenti