Braccialetti elettronici per i bambini all'asilo?

La scuola dell’infanzia Eugenio Cantoni di Castellanza sta valutando diverse ipotesi per la ripartenza. Tra queste, anche l’introduzione di un dispositivo elettronico utile per evitare lo sviluppo di eventuali futuri focolai

Braccialetti elettronici per i bambini all'asilo?

Il portone dell'asilo è chiuso. Ma si sta lavorando per la ripartenza.

Alla scuola dell’infanzia Eugenio Cantoni di Castellanza (Varese) si stanno studiando diverse soluzioni per essere pronti a riaprire i battenti in tutta sicurezza e secondo le indicazioni che il ministero fornirà.

Una delle idee al vaglio è quella relativa all’introduzione di dispositivi personali finalizzati al tracciamento dei contatti, utile qualora si manifestasse una positività al coronavirus.

Volendo lavorare bene qualitativamente – afferma la coordinatrice Tiziana Rimoldi – ci stiamo preparando fin da ora, ridefinendo gli spazi e studiando diverse soluzioni. Non è detto che serviranno, ma se lo saranno saremo preparati”.

Una delle idee è quella di dotare gli utenti dell’asilo (solo i bambini sono 150, dai 2 ai 6 anni) di un dispositivo elettronico che, un domani, qualora qualcuno dovesse risultare positivo al coronavirus, potrà essere un valido aiuto per ricostruire i contatti avuti dal malato e fermare eventuali focolai.

Lo strumento è allo studio: potrebbe essere un braccialetto a misura di bambino, una medaglietta o una spilla.“Non è detto che lo introdurremo – tiene a precisare la coordinatrice – ma di certo è un’ipotesi interessante. La società di Bari a cui ci siamo affidati, la Metawellness, sta creando dei prototipi a misura di bimbo. Per quanto ci riguarda, se gli strumenti andranno bene, potremmo utilizzarli già nei centri estivi, se potremo aprirli”.

Con tale tecnologia, pensata già per altri ambiti come quello delle vacanze, che non utilizza né wi-fi né bluetooth, si può capire con quali altri dispositivi l’apparecchio è venuto in contatto e per quanto tempo.

È inoltre possibile tarare l’oggetto su una distanza minima da tenere nei confronti degli altri con impostazione di luci e suoni in caso di violazione dello spazio di sicurezza.

“Se dovessimo adottarlo – spiega la Rimoldi – utilizzeremo luci e vibrazioni solo occasionalmente. Potrebbe essere utile ad esempio quando vorremo, sotto forma di gioco, far imparare ai piccoli i concetti di lontananza e di vicinanza. E’ impensabile invece che questo sistema venga usato nel corso dell’intera giornata all’asilo”.

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