Catania, bus lascia 4 migranti a terra. L'azienda esclude il razzismo

Gli stranieri avevano regolare biglietto. L'azienda di trasporti etnea nega ogni addebito razzista sostenendo che il bus fosse pieno, ma alcuni testimoni sostengono il contrario

Episodio (presunto) di razzismo quello che si sarebbe registrato stamattina a Catania: 4 persone di colore, 3 donne ed un uomo, non sono state fatte salire sul bus che collega la città etnea con Taormina, nonostante gli stranieri fossero muniti di regolare biglietto. Stando a quanto si è appreso l'uomo si era prima recato in biglietteria, poi era salito sul mezzo a mostrare le ricevute di viaggio all'autista mentre le donne stavano già caricando i loro bagagli. È a questo punto che il guidatore ha chiuso le bussole ed è partito, lasciando le 3 donne esterrefatte a terra nonostante i richiami continui di un giovane al suo secondo giorno di lavoro per la compagnia di trasporti, che picchiettava sul vetro per attirare l'attenzione del guidatore sulle passeggere rimaste fuori dal veicolo.

Su questa vicenda vi sono opinioni completamente contrastanti fra di loro: il direttore della compagnia, Mario Nicosia, nega con fermezza ogni addebito razzista sulla "Etna Trasporti" e sull'autista del bus: "Sul bus si trovavano già una quarantina di persone straniere e se l'autista fosse stato razzista non avrebbe fatto salire nemmeno loro". Secondo Nicosia, "il bus era in manovra e per questo è stata chiusa la bussola". Inoltre, al capolinea era già disponibile un altro bus con partenza programmata dopo un quarto d'ora. "L'autista, di 50 anni, si è sempre distinto per professionalità, puntualità e cortesia con i viaggiatori", aggiunge Nicosia. "Da 15 anni effettuiamo questi collegamenti, abbiamo 300 corse in tutta la Sicilia e non siamo stati mai denunciati per un episodio di razzismo".

A far da contraltare alle dichiarazioni del direttore della compagnia però vi sono le dichiarazioni dell'altro lavoratore della Etna Trasporti, il giovane che aveva tentato invano di richiamare l'attenzione dell'autista, il quale sostiene di come l'autobus non fosse assolutamente pieno: "L'autobus non mi sembrava pieno. Ma soprattutto il conducente è ripartito anche se, attorno, tutti protestavano, compreso io. Gli avevo detto di fermarsi".

A supporto delle dichiarazioni del giovane controllore un'altra testimone oculare dei fatti, che si dice pronta a raccontare ciò che ha visto alle forze dell'ordine:"Non so se l'autobus fosse pieno oppure no, ma ho visto come sono state chiuse le porte in faccia a queste ragazze solo perchè erano di colore". - Poi aggiunge - "Speriamo che questa storia abbia un po' di risonanza, in questo momento storico, bisogna raccontare le ingiustizie. E intervenire finché si può".

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