Chiusa CasaPound, ora però tocca ai compagni

Ieri, nel primo giorno di libertà ritrovata, la viceministra dell'Economia ha avuto modo di comunicare (trionfante) al popolo italiano la seguente notizia

Chiusa CasaPound, ora però tocca ai compagni

Ieri, nel primo giorno di libertà ritrovata, la viceministra dell'Economia ha avuto modo di comunicare (trionfante) al popolo italiano la seguente notizia: «Ho appena saputo che è stato ordinato lo sgombero da Via Napoleone III a CasaPound. Ci lavoriamo da tanto, finalmente si ristabilisce la legalità». Evviva, finalmente. Segue, a stretto giro di tweet, il giubilo di Virginia Raggi che, con spirito eroico, aveva già fatto rimuovere a suo tempo l'insegna «CasaPound», scritta in pericolosi caratteri del Ventennio, dall'edificio di proprietà del ministero dell'Economia.

Dunque, prima di parlare dello sgombero, sgomberiamo il campo da equivoci: noi abbiamo sempre difeso la proprietà privata ed è intollerabile che un edificio, sia esso di proprietà del privato o del pubblico, venga occupato abusivamente. Non esistono giustificazioni ideologiche di alcun tipo per violare la sacralità della proprietà privata. Quindi, bene lo sgombero di CasaPound che, con ogni evidenza, era la priorità del governo e della prima cittadina della Capitale. Però, adesso, colgano la palla al balzo e facciano sgomberare gli altri 77 centri sociali abusivi sparpagliati qua e là sul territorio nazionale. Quasi tutti di sinistra e in molti casi vere e proprie polveriere di anarco insurrezionalisti. E lo facciano con lo stesso zelo che hanno dimostrato nel mettere alla porta i camerati di CasaPound. Altrimenti ci viene il dubbio che esista un doppio codice penale: uno per i fascisti e uno per i comunisti. Se occupi uno stabile e ci appiccichi sopra una bella falce e martello nessuno ti rompe le balle e finisci nel cono d'ombra dell'impunità. Perché in fondo sono ragazzi, sognano un mondo migliore, socializzano e fanno cultura. Se sei di estrema destra, invece, vengono a prenderti a calci nel sedere e ti rintanano nelle fogne. Anche a CasaPound hanno fatto cultura, conferenze, concerti e incontri trasversali. Ma è giusto che lo facciano in una sede loro, pagando l'affitto e le bollette. Però, ora, per avere una giustizia equa lo Stato deve chiudere tutti i centri sociali occupati, siano di destra o di sinistra. Altrimenti sarà solo una vigliaccata a scopo elettorale: bastonare i più deboli e i più piccoli senza avere il coraggio di toccare i più potenti.