"Uno straniero in tuta nera...". Lo stupro a scuola, la caccia all'uomo, la paura dei residenti

Residenti e genitori sotto choc dopo lo stupro della cuoca della mensa dell'Istituto Santa Chiara al Torrino. Si cercano impronte nelle baracche del parco adiacente alla scuola

"Uno straniero in tuta nera...". Lo stupro a scuola, la caccia all'uomo, la paura dei residenti

Una confezione di tonno in scatola, un pacchetto di sigarette e un rotolo di carta da pacchi. Oggetti comuni che potrebbero aiutare gli investigatori a rintracciare l’uomo che martedì mattina ha derubato e violentato la cuoca dell’Istituto Santa Chiara. Siamo al Torrino, quartiere residenziale alla periferia sud della Capitale. Sono le quattro del pomeriggio e la polizia scientifica sta passando al setaccio l’area verde che confina con la scuola per ricostruire la traiettoria del balordo. A chiamarla area verde, in realtà, le si fa un complimento. Somiglia piuttosto ad una terra di nessuno, ad una delle tante giungle metropolitane che ci sono nella Capitale.

A scoraggiare le intrusioni c’è un cancello che viene aperto soltanto per permettere lo scarico delle vivande. Qualcuno la scorsa mattina potrebbe averlo lasciato inavvertitamente aperto? Oppure il malvivente lo ha scavalcato? Il sentiero è circondato dall’erba alta, lungo il cammino si incontrano cumuli di immondizia e tracce inequivocabili di rapporti consumati en plein air. Segno di come da queste parti ci si possa muovere indisturbati. A pochi metri dall’accesso secondario si intravede anche una baracca. Un alloggio abusivo ricavato con materiali di risulta e circondato da suppellettili e cianfrusaglie. Fino a qualche giorno fa era abitato da una coppia di romeni, oggi non ci sono più. Forse l'aggressore è passato di qui. Gli esperti della scientifica analizzano uno per uno gli oggetti disposti in ordine sparso sul tavolino accanto all'uscio della favela, spennellandoli con polvere di alluminio e additivi. Si cercano impronte e tracce utili ad identificare l'uomo che ha seminato il panico nella scuola.

Sull’altro versante del Santa Chiara, invece, gli uomini del commissariato Spinaceto e del Reparto mobile fanno la ronda. I piccoli alunni si preparano ad uscire come fosse un giorno qualsiasi. Questo però non è un giorno come gli altri. C’è tensione nell’aria. "Ho paura persino ad uscire di casa, sapere che c’è un maniaco a piede libero non mi fa certo stare tranquilla", ci spiega una giovane mamma. "Questo era un quartiere residenziale, un bel quartiere, adesso è degradato e insicuro come il resto della città, ci sono troppi disperati e balordi in giro", sentenzia il marito scuotendo il capo.

I genitori dei bimbi del Santa Chiara stanno cercando di smaltire lo choc del giorno prima. "Siamo stati informati dalla scuola di quello che era successo e ci siamo precipitati a prendere i nostri figli, inizialmente si temeva che l’uomo fosse ancora dentro alla struttura", ricorda un papà. "I carabinieri - continua il genitore - ci hanno detto che stanno cercando un uomo di colore con una tuta nera addosso". "Come abbiamo accolto la notizia? Con sgomento assoluto e grande dolore per la vittima", ci spiega Camilla Michelotti, mamma e membro del consiglio d’Istituto. "Il parco che circonda la scuola è una giungla degradata, abbiamo sempre temuto che da lì potesse entrare qualcuno, ma certo non ci aspettavamo un epilogo del genere". Camilla e gli altri genitori, adesso, sono sul piede di guerra.

Chiedono soluzioni definitive per l’area verde. "Stiamo raccogliendo le firme, speriamo che il Comune si decida ad intervenire”, conclude. “Un fatto così grave nessuno se lo poteva immaginare", commenta il consigliere comunale della Lega Davide Bordoni. "Nei mesi scorsi il quartiere è stato preso di mira dai ladri, abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni". Il consigliere parla di una vera e propria escalation di furti di auto, pneumatici, batterie e navigatori satellitari. "C’è bisogno di maggior controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine". Intanto gli agenti sono sulle tracce dello stupratore armato di coltello. La vittima non lo aveva mai visto prima di quella maledetta mattina.

L’uomo viene descritto come uno sbandato, un senza fissa dimora con la pelle olivastra. E infatti una particolare attenzione viene riservata anche ai tanti stranieri che chiedono l’elemosina fuori dai supermercati della zona. "Lo dobbiamo prendere", ripetono gli agenti. La sua fuga potrebbe avere le ore contate.

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