Ci sono 900 vaccinati che non avranno il Green Pass: chi sono e perché

I 900 della sperimentazione con ReiThera sono in un limbo: vaccinati ma senza Green Pass perché il vaccino non è mai stato approvato. "Chiediamo alle istituzioni che abbiano un riconoscimento"

Ci sono 900 vaccinati che non avranno il Green Pass: chi sono e perché

"Inconciliabile" è stato il termine utilizzato dalla Corte dei Conti quando ha bloccato la sperimentazione del vaccino italiano anti-Covid della ReiThera perchè la società avrebbe utilizzato i finanziamenti anche per ampliare lo stabilimento. Inconciliabile, però, è anche la parola-beffa per i 900 vaccinati che hanno preso parte alla sperimentazione, hanno già gli anticorpi ma non vedranno mai il tanto atteso Green Pass perché il loro vaccino non è mai stato approvato dagli enti regolatori.

Perché non avranno il certificato verde

Successivamente, poi, i trials (deve ancora iniziare la fase 3) hanno ripreso la loro corsa ma il vaccino, ad oggi, non è mai stato sviluppato e chissà quando (e se) potrà essere approvato dagli enti regolatori (Ema ed Aifa) ed essere somministrato alla popolazione. A marzo, però, i 900 volontari che si sono resi disponibili per la Scienza di certo non sapevano che tre mesi dopo sarebbe stato necessario un Green Pass per muoversi e svolgere numerose attività: quei volontari, in ogni caso, hanno già gli anticorpi contro il Covid ed oggi si trovano in un "limbo" apparentemente senza via d'uscita.

Vaccinati ma senza libertà

Andare in vacanza, spostarsi per lavoro, partecipare ad una cerimonia, ma anche banalmente entrare a teatro o allenarsi in palestra richiederanno l’esibizione di un tampone negativo, ogni due giorni, quindi dei costi da sostenere nel lungo periodo o almeno fino a quando non ci si pronuncerà sul vaccino ReiThera. "I volontari che hanno partecipato allo studio hanno ricevuto un farmaco sperimentale, per cui tecnicamente non può essere rilasciata una certificazione. Quando è partito lo studio, il green pass non era preventivato, le modifiche in corso d’opera – resesi necessarie visto l’incedere della pandemia – hanno fatto sorgere il problema. Però i volontari che hanno preso parte alla Fase 2 hanno avuto dei risultati ottimali, paragonabili ai vaccini commerciali e adesso sia ReiThera che noi singoli sperimentatori ci stiamo compattando e stiamo spingendo nei confronti delle istituzioni per supportare i volontari affinché abbiano un riconoscimento", ha affermato ad Orticalab Sebastiano Leone, Dirigente Medico dell’Unità operativa di Malattie Infettive di Avellino che, insieme al suo staff, si è impegnato in prima persona nel reclutamento e nell’arruolamento di alcuni dei 900 volontari.

Tra l'altro, il vaccino dimostra un'ottima risposta anticorpale: tre settimane dopo la prima dose il 93% dei volontari ha sviluppato una protezione contro il virus che raggiunge il 99% dopo la seconda somministrazione. I risultati dopo le prime cinque settimane dall'inizio della vaccinazione confermano quanto già osservato nella Fase 1: il vaccino è ben tollerato alla prima somministrazione e ancor meglio tollerato alla seconda. Gli eventi avversi, per la maggior parte di grado lieve o moderato e di breve durata, sono principalmente riferibili a dolore e tensione al sito di iniezione, senso di affaticamento, dolori muscolari e mal di testa, in linea con quelli approvati.

La denuncia del deputato

Tra i volontari c'è stato anche un deputato, Paolo Tiramani della Lega, che si è appellato più volte al ministro della Salute ma non ha ancora ricevuto una risposta. "Faccio nuovamente appello al ministro Speranza affinché non abbandoni chi, come me, ha preso parte alla sperimentazione del vaccino anti-Covid Reithera ma oggi non può ricevere il Green Pass. Io, infatti, sono uno di quei mille cittadini che si è offerto di testare il vaccino italiano, poi sospeso dalla Corte dei Conti, ma che non può ricevere il Green Pass perché Reithera non è stato riconosciuto e la sperimentazione è stata sospesa. Non solo, non posso neppure sottopormi ad altra vaccinazione perché ho già la copertura anticorpale. Insomma, ho preso parte in prima persona in una cosa in cui credevo ma, come diversi italiani, rischio di dover subire una discriminazione. Serve immediatamente l’intervento del ministro della Salute per rimediare a questa falla che sta penalizzando seriamente diversi volontari che hanno dato un contributo importante alla ricerca italiana”, afferma il deputato all'Agi. Insomma, vaccinati ma senza libertà: come faranno a programmare una vacanza o spostarsi all'estero? Incredibile come ancora, chi di dovere, non abbia trovato una soluzione.