Ecco perché è stato bloccato il vaccino ReiThera

La Corte dei Conti ha bloccato la sperimentazione del vaccino ReiThera perché l'azienda avrebbe voluto utilizzare una parte dei fondi anche per ampliare lo stabilimento produttivo. "Progetto inammissibile"

Ecco perché è stato bloccato il vaccino ReiThera

"Inconciliabile": è quanto ha scritto la Corte dei Conti che ha bloccato la sperimentazione del vaccino italiano anti-Covid della ReiThera: la società avrebbe utilizzato quei finanziamenti anche per ampliare lo stabilimento produttivo non limitandosi unicamente allo sviluppo di un siero contro il virus Sars-Cov-2. Ecco così scoperto il motivo per cui, alcuni giorni fa, era stata bloccata la sperimentazione cogliendo di sorpresa tutti i ricercatori ed i volontari (qui il nostro pezzo).

Cosa scrive la Corte

"Tale programma prevedeva un progetto di investimento finalizzato all'ampliamento dello stabilimento produttivo sito in Castel Romano e un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale destinato a completare la sperimentazione clinica (studi clinici di fase 2 e 3) del vaccino anti Covid-19", ha scritto la Sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti nel rendere note le motivazioni alla base della ricusazione del visto. La Sezione ha, inoltre, ritenuto il progetto di investimento proposto "inconciliabile" con la condizione posta dal decreto ministeriale 9 dicembre 2014, secondo cui "le spese sono ammissibili nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni e non, come invece risulta dal progetto presentato, per le finalità generali - produttive o di ricerca, anche per conto terzi - perseguite da ReiThera, nè per le ancor più generali finalità di rafforzare la consistenza patrimoniale dell'impresa". Lo si apprende da alcune agenzie battute dall'Agi.

"Assenza di un valido investimento produttivo"

A quanto pare, quindi, l'azienda di Castel Romano avrebbe chiesto finanziamenti anche per altri interventi che nulla hanno a che vedere con il vaccino anti-Covid, da qui lo stop all'erogazione dei fondi (81 milioni promessi nell'accordo del 17 febbraio tra Mise, Invitalia e ReiThera). "L'assenza di un valido e sufficiente investimento produttivo", ai sensi degli articoli 5, 14 e 15 del decreto ministeriale 9 dicembre 2014, "non ha, pertanto, consentito di ammettere al visto di legittimità l'atto in esame", riporta una note della Corte dei Conti la quale sottolinea che, il progetto di investimento produttivo, ai sensi dello stesso decreto ministeriale, "non può riguardare l'intero complesso aziendale ma solo determinate 'unità produttive". Secondo quanto si apprende, l'acquisto della proprietà della sede operativa di ReiThera a Castel Romano, in provincia di Roma, per un importo previsto di 4 milioni di euro, "non attiene alla singola unità produttiva rappresentata dal realizzando impianto di infialamento e confezionamento, come sostenuto dall'Amministrazione, ma riguarda l'intera sede dove la Società svolge il complesso delle sue attività che nel 2019 ha riguardato essenzialmente attività di ricerca e sviluppo per conto della società controllante Keires A.G', come riportato nella stessa Relazione di Invitalia".

"Progetto inamissibile"

"L'inammissibilità del progetto di investimento costituito dall'acquisto della proprietà della sede operativa della Società - conclude la Corte - non consente, pertanto, ad avviso della Sezione, al solo investimento rappresentato dalla realizzazione dell'impianto di infialamento e confezionamento, per un importo di euro 7.734.126,68, di raggiungere la soglia minima di 10 milioni di euro prescritta dal decreto ministeriale per la validità dell'investimento produttivo".

"Mise pronto a fare la sua parte"

"Il Mise è disponibile a contribuire al progetto del vaccino Reithera nelle forme e nei modi consentiti utilizzando diversi e innovativi strumenti previsti anche dalle nuove norme". Così, in una nota, il Ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, anche in previsione di un incontro con ReiThera e dopo le motivazioni della Corte dei Conti. Una mano d'aiuto arriva, però, anche da altre fonti. "La fase 3 della sperimentazione del vaccino dipende da ReiThera e dagli investimenti", ha affermato Francesco Vaia, Direttore dello Spallanzani di Roma durante la trasmissione "Agorà". "Siamo pronti a riprendere il nostro lavoro. La ripresa della sperimentazione dovrà però essere valutata da chi finanzia lo studio. Come Spallanzani siamo pronti e disponibili", ha dichiatato dopo la decisione della Corte dei Conti di bloccare una parte del finanziamento. Lo stop della Corte dei Conti al decreto che attivava il finanziamento per ReiThera, l'azienda che sta sviluppando un vaccino anti-Covid made in Italy, "è molto grave perché così si rischia di fermare la possibilità di avere un nostro vaccino e di produrlo". Lo ha dichiarato all'AndKronos Salute Silvio Garattini, Presidente dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs. "Quando si ferma la ricerca per un problema burocrazia non va mai bene", osserva lo scienziato.

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