"Inopportuno invitare Chiara Ferragni": stoccata del Codacons alla Segre

Anche Carlo Rienzi del Codacons disapprova l'invito mosso a Chiara Ferragni da parte di Liliana Segre per visitare il memoriale della Shoah

"Inopportuno invitare Chiara Ferragni": stoccata del Codacons alla Segre

L'invito di Liliana Segre a Chiara Ferragni per visitare il memoriale della Shoah ha sollevato un vespaio di critiche tra chi non ritiene opportuno che un monumento simile diventi oggetto post e storie sul profilo Instagram dell'influencer. L'intento della senatrice a vita è nobile, avvicinare i giovani alla conoscenza e alla presa di coscienza ma non tutti concordano con le modalità scelte per raggiungere questo obiettivo. Tra chi si professa critico c'è anche il Codacons, che ha rilasciato una nota nella quale il presidente Carlo Rienzi si rivolge direttamente a Liliana Segre per esprimere il suo disappunto.

"Quando ho letto le Sue dichiarazioni riguardanti Chiara Ferragni e la memoria della Shoah sono rimasto di stucco", scrive Carlo Rienzi. Il presidente del Codacons sposa su tutta la linea i valori da sempre professati da Liliana Segre e condivide l'idea che "razzismo, antisemitismo e xenofobia non possono essere tollerati dalle società democratiche". Tuttavia, si dice contrario alle modalità con le quali la senatrice a vita ha deciso di proseguire la sua battaglia, decidendo di invitare Chiara Ferragni al memoriale della Shoah: "Anche noi abbiamo invitato Chiara Ferragni, con cui pure abbiamo avuto tanti scontri in passato, al convegno sui social organizzato dal Codacons per il 6 luglio all'Auditorium di Roma. Ma in quel caso si tratta dell'ambito di cui la Ferragni è vera esperta e si occupa tutti i giorni".

Agli occhi di Carlo Rienzi il rischio a cui questo invito spinge è evidente: "confondere la quantità con la qualità, privilegiando la prima a danno della seconda". Per il presidente del Codacons, infatti, che molti giovani potrebbero interessarsi alla Shoah per riflesso dopo lo spot dell'influencer sarebbe senz'altro un lato positivo dal quale guardare la vicenda, tuttavia Carlo Rienzi chiede a Liliana Segre se "non pensa che proprio la formula scelta per aumentare la partecipazione svuoterebbe del tutto la portata culturale umana e storica della cosa?".

Il presidente del Codacons riconosce "il fine (nobile) di diffondere la memoria su una tragedia storica", ma si domanda se sia il caso di "mescolare un vissuto così doloroso e straziante, un universo di umanità sofferente e sconfitta che va sempre tutelato e difeso, con un messaggio di segno opposto, fatto di abiti firmati, griffe alla moda e opulenza dichiarata?". Sottolineando di non avere sentimenti d'astio personali nei confronti di Chiara Ferragni, Carlo Rienzi conclude la sua missiva alla senatrice a vita con un'ulteriore domanda, domandandole se, secondo lei, "questa ridda di esaltazioni della ricchezza, autocelebrazioni e atti diseducativi, rappresenta la sola speranza rimasta, per educare i nostri figli alle cose che contano della vita?".

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