Conte boccia i governatori: "Fidarsi di chi ha competenze"

I presidenti di quattro Regioni del Nord avevano chiesto di non far entrare a scuola i bimbi che tornano dalla Cina. Conte: "Le esagerazioni ci fanno male"

"Invito i governatori del Nord a fidarsi di chi ha una specifica competenza". Così il premier Giuseppe Conte ha bloccato la richiesta dei presidenti di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di valutare l'ipotesi di mettere in quarantena i bambini rientrati dalla Cina da meno di 14 giorni e non mandarli quindi a scuola.

Ma dal presidente del Consiglio arriva lo stop. Nessuna concessione. "Ci dobbiamo fidare delle autorità scolastiche e sanitarie, se ci dicono che non ci sono le condizioni per il provvedimento in discussione invito i governatori del nord a fidarsi di chi ha specifica competenza", ha dichiarato Conte.

Ieri i governatori Luca Zaia, Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Arno Kompatscher avevano firmato congiuntamente una lettera all'indirizzo del ministero della Sanità per chiedere l'applicazione del periodo-ponte di isolamento anche per i bambini che frequentano le scuole delle quattro regioni. "Non c'è la volontà di ghettizzare nessuno, ma di dare una risposta alle tante famiglie preoccupate che hanno i loro figli che nell'età dell'obbligo vanno a scuola", aveva sottolineato il governatore del Veneto, Luca Zaia.

Come ricorda Repubblica, la circolare sulla scuola del ministero alla Salute prevede che tutti gli studenti, dall'asilo all'università, possano tornare in classe a meno che non siano stati a contatto con un malato nei giorni precedenti. È compito degli educatori e dei genitori controllare le condizioni di salute e avvertire le autorità sanitarie se presentano i sintomi del coronavirus. I governatori delle quattro regioni avevano però chiesto di cambiare l'atto prevedendo la quarantena per gli alunni.

"In Italia - ha commentato il presidente del Consiglio - da subito abbiamo adottato una soglia di prudenza molto alta: abbiamo bloccato il traffico aereo, dichiarato lo stato d'emergenza, ci siamo messi nelle condizioni di poter proteggere al meglio la salute degli italiani. Ora però le esagerazioni ci fanno male. C'è un criterio di adeguatezza delle misure, se si va oltre si fa un fanno agli italiani. Ogni forza politica è libera di fare valutazioni, ma poi dobbiamo ritrovarci su obiettivi comuni e un approccio condiviso".

"In questi giorni mi hanno chiesto anche la sospensione di Schenghen ma non ci sono le condizioni per questo. Sarà costituita una task force con i ministri competenti per valutare l'impatto economico di eventuali misure di protezione. Non vogliamo che le nostre imprese soffrano e i nostri imprenditori che lavorano con la Cina possano avere un danno", ha concluso Conte.

"A scuola si va", ha affermato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina rimandando al mittente la richiesta. Polemico con le Regioni anche il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. "Le linee guida in materia di tutela della salute in Italia sono competenza dello Stato - ha tuonato -.L'organizzazione sanitaria spetta alle Regioni. Ognuno faccia il proprio lavoro. Decide il ministro della Salute e le Regioni si adeguano. Tutto molto chiaro. Basta leggere la Costituzione. Se la dichiarazione dei Presidenti della Lega non è ispirata da motivazioni politiche, come sono certo ben conoscendo il loro profondo rispetto delle Istituzioni, il governo la accoglierà come ulteriore sollecitazione a tenere alta la vigilanza sul mondo della scuola".

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Commenti

cgf

Mar, 04/02/2020 - 13:42

Soprattutto fidarsi di un BUGIARDO CONCLAMATO come giuseppi