Coronavirus, nessuna evidenza di trasmissione al feto

Secondo un primo studio cinese, il passaggio dalla madre al feto non sarebbe possibile. Ma i dati sono limitati a pochi e particolari casi

Coronavirus, nessuna evidenza di trasmissione al feto

Secondo i risultati tratti da uno studio condotto su nove donne di Wuhan in dolce attesa, non ci sarebbero evidenze scientifiche che il coronavirus si trasmetta dalla mamma al suo bimbo durante la gravidanza. Le donne, tutte al terzo trimestre di gravidanza e con una diagnosi di polmonite dovuta al Covid-19, hanno partorito regolarmente, nonostante due casi di sofferenza fetale. In base a questi risultati, il virus cinese quindi non passerebbe dalla mamma al figlio. Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, ne hanno però sottolineato i limiti dovuti sia al campione ridotto preso in considerazione che al fatto che tutte le donne sono state sottoposte a parto cesareo ed erano nel periodo conclusivo della propria gravidanza.

La possibilità che il virus cinese possa essere trasmesso dalla mamma al feto nell'utero viene per ora esclusa sulla base di quanto osservato sulle donne di Wuhan. Bisogna però considerare che nessuna donna si trovava in gravi condizioni e che non sono state prese in considerazione dallo studio gravidanze nella fase iniziale o parti naturali. Resta infatti da chiarire le possibilità di un contagio intrauterino nei primi due trimestri di gravidanza e per le donne che non fanno ricorso al cesareo. I risultati dello studio non possono quindi essere considerati definitivi, ma segnano comunque un passo avanti.

Come riporta SkyTg24, al di là dei limiti, lo studio che al momento esclude la trasmissione da mamma a bimbo offre risultati che secondo gli autori sono "preziosi per pratiche cliniche e preventive sia in Cina che altrove". Lo studio è stato pubblicato dopo la notizia di un neonato, nato da una madre infetta, risultato positivo al virus entro 36 ore dalla nascita. "È importante notare che mancano molti importanti dettagli clinici di questo caso - ha dichiarato l’autore principale dello studio, Yuanzhen Zhang - e, per questo motivo, non possiamo concludere da questo caso che è possibile l'infezione intrauterina". Può infatti essere anche che il bambino si sia infettato dopo la nascita a causa di uno stretto contatto con la madre.

Il caso in Italia

Nelle scorse ore, un 38enne italiano è risultato positivo al test del coronavirus. L'uomo è stato subito ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Codogno (Lodi). Il 38enne originario di Castiglione d'Adda sarebbe stato contagiato alla fine di gennaio quando ha incontrato per una cena alcuni colleghi di lavoro, appena rientrati dalla Cina. Le autorità sanitarie stanno ora ricostruendo tutti gli spostamenti dell'uomo per identificare tutte le persone con cui è entrato in contatto nelle ultime settimane. Anche la moglie incinta all'ottavo mese è risultata positiva al test ed è stata messa in isolamento all'ospedale Sacco di Milano.