Coronavirus, le regole di igiene per proteggerci

Allegate al Dpcm varato questa notte si contano anche undici regole per la protezione igienico-sanitaria di ciascuno. In primis: lavarsi spesso le mani

Vale la pena ricordarlo. E non ci stancheremo mai di ripeterlo: fare attenzione. Si è parlato molto di allarmismo eccessivo, di psicosi da coronavirus nelle ultime settimane. Ma prendere alcuni fondamentali accorgimenti contro la diffusione dell’epidemia è cosa buona e giusta. Allegate al Dpcm varato questa notte dal governo per l’emergenza e pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale si contano anche undici regole per la protezione igienico-sanitaria di ciascuno, sulla base delle raccomandazioni diffuse ormai da giorni da ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità.

Ecco le principali. Lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute. Evitare abbracci e strette di mano. Mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro.

Poi, igiene respiratoria: starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie. Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani. Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce. Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol. Infine, usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

Sempre con riferimento alle regole applicabili a livello nazionale, il Dpcm prevede che sull’intero territorio nazionale sono sospese fino al 3 aprile le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati. Ancora: sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Sospesi anche i congressi, i meeting e le riunioni in cui è coinvolto il personale sanitario. Lo svolgimento delle attività di ristorazione e dei bar sono consentite con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro. Prevista una sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

Le scuole, come da precedente decreto, resteranno chiuse fino al 15 marzo. Almeno per ora. Già, perché il governo sta pensando di prolungare lo stop delle attività didattiche. Probabilmente già all’inizio della prossima settimana dovrebbe arrivare l’annuncio. I consulenti del ministro della Salute, Roberto Speranza, insistono al riguardo. Il blocco delle lezioni deve essere più lungo per risultare efficace come misura di prevenzione della diffusione del contagio. Confermato lo stop alle gite e i viaggi di istruzione, questi fino ai primi di aprile. A preoccupare sono soprattutto gli esami di Stato, terza media e maturità che potranno subire modifiche. Anche se al momento questa ipotesi non è contemplata.

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