La provocazione del rapper Bello Figo sul Coronavirus

Bello Figo tona a far parlare di sé. La sua nuova hit s’intitola CoronaVirus e su YouTube ha già superato il milione di visualizzazioni

Arrivato dall’Africa in Italia è riuscito ad arricchirsi grazie ai fan del web. Il rapper ghanese ha scalato le classifiche di YouTube con il suo modo arrogante e i suoi versi provocatori diventando una specie di star acclamata dai ragazzini.

Ora, Bello Figo, torna in campo o meglio torna a “sfottere” gli italiani. Ironizzando, ancora una volta, su argomenti su cui, ci sarebbe ben poco da scherzare. La sua nuova hit s’intitola CoronaVirus e su YouTube ha già superato il milione di visualizzazioni. Capelli rosa, fascia al capo con stampe di banconote, occhiali da donna, tatuaggi. Da gran maestro dell’eccesso il rapper africano ondeggia in un supermercato munito di mascherina e esprime in musica la sua ironia volgare e sfrontata.

Dopo essersi preso gioco degli italiani con il tormentone che ha segnato il suo esordio: “Sono nero e non pago affitto” oggi, Bella Figo, esprime il suo talento becero e irrispettoso tirando in ballo il Covid-19. Quale talento? Direte voi. Beh, non è da tutti scrivere versi ridondanti, privi di qualsiasi significato che valga la pena ascoltare, stracolmi di insulti e parolacce e, con questi, riuscire persino a guadagnare dei soldi.

“Cazzo, Billy, con Coronavirus si tromba a fatica eh…”, canta Bella Figo. Che non si fa problemi a scherzare sulla situazione che sta mandando in tilt l’Italia. Lo stesso paese che lo ha accolto e che, adesso, si trova fronteggiare un virus che ha persino causato decine di morti.

Passeggia per strada il rapper del web, si lava le mani con l’Amuchina e continua la sua filastrocca squallida. “Noi vogliamo solo trombare, vogliamo solo leccare, vedere le fighe twerkare, in discoteca a ballare, figa bianca, culo grosse, le mi chiama papie”. Il ragazzo non sembra affatto preoccupato per le migliaia di persone contagiate dal virus. Ciò che gli interessa è come la sua “vita sociale” possa cambiare a causa della pandemia.

Qualcuno l’ha definita una canzone contro la paura. Ora che tutti stanno cercando di ridimensionare il panico creato dopo la notizia dell’arrivo del virus asiatico nel nord della Penisola, in molti cercano di smorzare l’ansia dilagante tra gli italiani. È vero, creare allarmismi alimentati da fakenews non fa certo bene al Paese. É sbagliato. È sicuramente il modo peggiore per fronteggiare un problema che, sebbene inizialmente possa essere stato sopravvalutato, c’è. Esiste. E non possiamo ignorarlo. Si doveva cambiare rotta, riportare gli italiani con i piedi per terra. E come fare? Spazzando via le leggende infondate, i chiacchiericci da bar e dando la parola alla scienza. Ascoltando gli esperti. Cercando di comprendere che non bisogna smettere di vivere ma solo prendere le giuste precauzioni per provare ad arrestare i contagi del virus che si è rivelato una minaccia per troppe persone. É questo l’antidoto.

Dov’è la lotta alla paura in pochi versi ripetuti in cui si esprimono volgarità disarmanti con gesti cafoni e che fanno emergere, con evidenza, l’ennesima offensiva provocazione di un “non cantante”? Forse esce fuori dagli schemi, sì. Per questo incuriosisce. Per questo incassa click. Qualcuno potrebbe persino pensare che all’arte è concesso. Eppure, il buon senso direbbe che c’è un limite a tutto. E questa volta averlo superato è uno schiaffo in faccia a tutte le famiglie a cui il Cornavirus ha portato via una persona cara. Anche se immunodepressa. Anche se anziana. Perché ogni singola vita vale di più della “vita sessuale” di Bella Figo e sulle vittime c’è poco da ridere.

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Commenti
Ritratto di Spiderman59

Spiderman59

Mar, 03/03/2020 - 06:47

Il numero di visualizzazioni che, afferma l'articolo, questo disgustoso soggetto riesce ad ottenere è il termometro della situazione, abbastanza scalcinata, che vige nella martoriata Nazione, in balia di uno dei governi più sgangherati mai visto, di un vescovo di Roma indescrivibile, irrecuperabile, di valori della famiglia persi nel tempo, dunque con i giovani senza più retta guida, anche per questo, facile preda delle esternazioni vocali, di elementi così sgradevoli ed ostii, come il tipo che declara versi da cloaca a cielo aperto.