Coronavirus, Zangrillo: ''Le terapie intensive? Quando arriviamo lì ormai abbiamo perso"

Il professor Alberto Zangrillo: "Sì alla corretta informazione e no al sensazionalismo mediatico"

''Come sostengo da almeno 6 mesi, insieme ai colleghi che di mestiere curano i malati, il problema non sono le terapie intensive. Quando arriviamo li abbiamo già perso''. Lo scrive su Twitter Alberto Zangrillo, prorettore dell'Università San Raffaele e responsabile dell'Unità operativa di Terapia intensiva generale e cardiovascolare dell'Irccs San Raffaele di Milano. Zangrillo posta anche una immagine in cui viene spiegata la corretta procedura per evitare il congestionamento degli ospedali. "Sì alla corretta informazione e no al sensazionalismo mediatico, perché solo il primo produce un flusso ordinato al pronto soccorso e una gestione ottimale dell'assistenza clinica - riporta lo schema - Dal sensazionalismo mediatico derivano angoscia, disorientamento, somatizzazione e abbandono dei pazienti. Questo produce un flusso caotico nei pronto soccorso che a sua volta crea una inefficiente gestione clinica dei pazienti Covid e non Covid, arrivando al 'blackout' dell'ospedale".

Come sostengo da almeno 6 mesi, insieme ai colleghi che di mestiere curano i malati, il problema non sono le terapie intensive. Quando arriviamo li abbiamo già perso. pic.twitter.com/832vw8TViU

— Alberto Zangrillo (@azangrillo) October 15, 2020 >

Lo aveva detto in tempi non sospetti e oggi, per l'ennesima volta, lo ribadisce ancora una volta: ''Le terapie intensive non sono il problema'', scrive su twitter. L'ennesima ''bomba social'' sganciata dal pofessore del San Raffaele che, senza curarsi troppo dei detrattori, seguita dritto per la sua strada. E, a ben vedere, di ragione ne ha da vendere. Sebbene ''il cinguettio'' possa suonare vagamente provocatorio, in realtà, non lo è affatto. L'esperienza pregressa della pandemia - la ormai trapassata Fase 1 della scorsa primavera - ha fatto segnare un numero di accessi ai Pronto Soccorso tale da ingenerare una congestione delle strutture sanitarie. In assenza di una rete assistenziale sul territorio, decine di persone si sono riversate negli ospedali ai primi sintomi sospetti del Covid. Una quota consistente di casi Sars-CoV-19 - presunti, smentiti o confermati - che si è aggiunta ai pazienti affetti da altre patologie, già ospedalizzati, ingenerando una implosione delle strutture. ''In terapia intensiva entrano malati positivi al Coronavirus ma sono anche portatori di altre patologie. - aveva spiegato nel corso di un intervento al programma Non è L'Arena lo scorso 29 settembre - In tutta la Lombardia ci sono 31 pazienti Covid in terapia intensiva, si tratta di un quarto delle persone in terapia intensiva nel mio ospedale a marzo. Le curve possono essere estrapolate da qualunque motore di ricerca, anche internazionale e quindi non riferibile solo all’Italia. La paura non deve essere il motivo dominante del nostro ragionamento''.

Ma come sempre accade ogni volta che il professor Zangrillo prova a difendere le proprie avvedute ragioni, la polemica non si fa attendere. "Faccia il medico", ha retweettato uno sconosciuto. "Ci dica lei come si fa'', ha scritto un altro. Tuttavia, non sono mancati neanche i commenti a sostegno delle sue osservazioni: "Lo spieghi anche ai suoi colleghi che stanno dando i numeri. Qui tutti laureati su google'', ha cassato con ironia la piccola disputa social un ennesimo utente.

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Commenti
Ritratto di El Presidente

El Presidente

Gio, 15/10/2020 - 18:35

Questo è quello per cui il virus era "clinicamente morto" mesi fa. Ma ancora spazio gli date?

sbrigati

Gio, 15/10/2020 - 18:56

Come è possibile curare le persone all'inizio della malattia quando i medici di base non visitano più a domicilio, ma ti curano telefonicamente e per un tampone servono più giorni?

Fjr

Gio, 15/10/2020 - 20:00

El Presidente,a furia di sentire i virologi non si sa piu' a chi e a cosa credere e questo grazie alle loro manie di protagonismo

Ritratto di 98NARE

98NARE

Ven, 16/10/2020 - 10:58

scusate, ma sicuri sia Zangrillo e non il mitico Crozza quello in foto...............

Ritratto di pipporm

pipporm

Ven, 16/10/2020 - 11:16

Ma se il virus è morto, a che servono le terapie intensive? Non me lo spiego

Boxster65

Ven, 16/10/2020 - 11:25

Come sempre il Prof. Zangrillo ha ragione da vendere!!

bernardo47

Ven, 16/10/2020 - 11:41

Si direbbe che costui abbia poca voglia di attivare i suoi reparti di terapia intensiva....capisco la fatica....

jekill

Ven, 16/10/2020 - 11:45

clinicamente morto disse e capellò di brutto: INCOMPETENTE

morello

Ven, 16/10/2020 - 12:52

Caro Prof Zangrillo nella revisione della sua posizione lei è semplicemente patetico. Aveva dichiarato il virus "clinicamente morto" , bene ,ora ha una sola cosa da fare : dichiarare il virus " Clinicamente RISORTO "