Così la cronaca diventa reato: un giornalista del Giornale condannato a 7 mesi di galera

Il nostro cronista Luca Fazzo condannato al carcere per avere definito "accanito cocainomane" uno dei personaggi chiave dell'indagine sui locali notturni milanesi

Così la cronaca diventa reato: un giornalista del Giornale condannato a 7 mesi di galera

Eccolo qui, nero su bianco, il verbale che Luca Fazzo, cronista del Giornale, specializzato in cronaca giudiziaria utilizzò il 27 luglio 2010 per scrivere il suo articolo sul sequestro dell'Hollywood e del The Club, i templi della movida milanese dove - secondo la Procura di Milano - la cocaina scorreva a fiumi. Per avere fatto il suo lavoro di cronista, utilizzando un atto di dominio pubblico emesso dal tribunale di Milano, lo stesso tribunale ieri ha condannato Fazzo a sette mesi di carcere senza condizionale. Se la sentenza verrà confermata, finirà a scontare la pena. A meno che non chieda l'affidamento ai servizi sociali.

Qual è stata la colpa del nostro collega? Avere definito "accanito cocainomane" uno dei personaggi chiave della indagine sui locali notturni milanesi, un habituè della movida, grande amico di alcune tra le più belle e famose fanciulle che popolano il mondo del gossip. Era stato questo personaggio a raccontare ai pm come nei privè e nei bagni delle discoteche la cocaina fosse di casa. Ed era stato lui stesso a definirsi come si può leggere nel verbale che qui pubblichiamo: "Sono consumatore da quattro anni di cocaina e negli ultimi anni ne consumo parecchia anche dalle due alle quattro volte alla settimana". Eppure il giovanotto aveva ritenuto diffamatoria la definizione di contenuta nell'articolo del Giornale, e aveva sporto querela contro Fazzo. Sembrava una querela senza speranza, un processo destinato in partenza alla assoluzione del nostro collega per avere esercitato il diritto di cronaca.

Invece ieri arriva la stangata. E il giudice non si limita a giudicare Fazzo colpevole di diffamazione aggravata. Ma scavalca in durezza la Procura della Repubblica, che - in ossequio alle direttive del suo capo. Edmondo Bruti Liberati - aveva chiesto per il giornalista solo una sanzione pecuniaria, e infligge a Fazzo sette mesi di carcere.

Appena un mese di meno della pena per droga patteggiata dal giovanotto che aveva querelato il nostro collega, e che ieri si vede riconoscere a carico di Fazzo un risarcimento che lo farà felice: dodicimila euro da versarsi sull'unghia. Con buona pace della libertà di stampa e del diritto di cronaca.

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