Il denaro sterco di Satana ora è diventato acqua santa

E poi tutto a un tratto lo sterco del diavolo diventa acqua santa. Benedetta, perché dal potere salvifico in questi giorni in cui perfino la madonna di Lourdes ha dovuto chiudere i battenti di fronte alla moderna pestilenza

E poi tutto a un tratto lo sterco del diavolo diventa acqua santa. Benedetta, perché dal potere salvifico in questi giorni in cui perfino la madonna di Lourdes ha dovuto chiudere i battenti di fronte alla moderna pestilenza. È bastato che dei signori imprenditori (letteralmente) come Silvio Berlusconi, il Giuseppe erede della dinastia Caprotti o mr Moncler Remo Ruffini mettessero sul piatto una paccata di miliardi per finanziare la guerra al coronavirus e anche i vituperati «padroni» sono in un attimo entrati nel pantheon degli eroi. Insieme a infettivologi, medici, infermieri e, perché no, anche ai governatori di Regione. Con buona pace del padre della Chiesa Basilio di Cesarea, la cui invettiva contro il denaro pronunciata nel IV secolo e poi ripresa da due Franceschi, prima quello d'Assisi e poi dal Papa tuttora regnante nel suo «Discorso ai rappresentati della confederazione cooperative italiane» del 2015, è diventata facile ritornello per tanto cattocomunismo, ma anche anticapitalismo di sinistra e altrettanto di destra, soprattutto quella estrema e venata di rosso.

Una lunga tradizione, dottrinaria e di piazza, di odio al «padrone», come è stato ed è ancora semplicisticamente definito chiunque si sia cimentato nel fare impresa, mettendo ingegno e molto spesso anche rischio al servizio della comunità, oltre che legittimamente del proprio conto in banca. Come è ovvio, ma allo stesso tempo troppo spesso maledetto in un Paese come il nostro, dove la tradizione marxista ha innervato e concimato il più numeroso e potente Partito comunista dell'Occidente e soprattutto una dogmatica sindacale che ancora oggi morde i gangli vitali della nostra zoppicante e fragile (forse proprio per questo) economia industriale.

Ma di fronte a uno scenario terrificante come quello dell'Italia al tempo del contagio, gli slogan di sinistre ideologie si sono sfarinati di fronte alla solidità raramente così concreta dei comportamenti. Certo, sibileranno (per fortuna almeno oggi sottovoce i rancorosi), troppo facile fare beneficenza avendo i forzieri di un Paperone. Nulla di più falso, perché avere grandi disponibilità è condizione necessaria, ma non sufficiente. Come dimostra una lunghissima lista di esempi di ricconi a cui il denaro non basta mai. E allora proprio in queste ore di angoscia, si capirà che per poter fare beneficenza i soldi bisogna averli. Che è bella la povertà nei santi e nei poeti, ma una società ha bisogno delle architravi dei ricchi per tenere in piedi la casa in cui dimorano anche i meno fortunati. Che sono di più e dunque abbisognano di ricchi molto ricchi. E generosi. E allora è ovvio che il denaro non debba essere un'idolo a cui sacrificare la nostra natura. Altrettanto scontato che le ricchezze non si possano fondare sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e i soldi debbano essere strumento e non fine. Una mazza ferrata per schiantare questo maledetto Covid-19, il vero demonio di questi giorni. Come il comunismo lo è stato del secolo scorso. (E non solo).

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.