La destra che dice "No": "Perché non vogliamo il rigassificatore"

Il governo punta al porto di Piombino per parcheggiare il rigassificatore. Protestano i cittadini e quasi tutti i partiti. Il sindaco Ferarri (FdI): "Un rischio per la città"

La destra che dice "No": "Perché non vogliamo il rigassificatore"

La Golar Tundra, la nave rigassificatore da 5 miliardi di metri cubi all'anno, è già stata acquistata da Snam, la Società nazionale metanodotti. Il governo ha pure già deciso dove piazzarla, così da permettere all’Italia di aumentare l’uso di gas naturale liquido (Gnl) e ridurre le importazioni dalla Russia: andrà a Piombino. C’è solo un piccolo problema: i residenti non sono d’accordo. O almeno non lo sono quei 2mila cittadini che sono scesi in piazza sabato, capitanati da una alleanza di partiti che va da destra a sinistra passando per il centro. Lega, M5S, Fratelli d’Italia e Sinistra italiana: tutti contrari. "Mettere una nave da quasi 300 metri in porto - dice al Giornale.it il sindaco Francesco Ferrari (Fdi) - pregiudica lo sviluppo della città".

Sindaco, lei è di Fdi e di solito il partito non si oppone alle grandi opere infrastrutturali. Come mai siete contrari al rigassificatore a Piombino?

“Ci sono tre validi motivi e riguardano la sicurezza, l’impatto ambientale e quello economico”

Addirittura.
“Partiamo dalla sicurezza. A Livorno esiste già un rigassificatore, ma è stato piazzato in mezzo al mare e intorno ha una interdizione alla navigazione di tre miglia. Se esistono quelle normative per Livorno, ci vengono dei sospetti sull'opportunità di piazzare la Golar Tundra nel porto di Piombino. Si tratta di un’area piccola, innestata all’interno del tessuto urbano e da cui partono 120 traghetti al giorno. Il rigassificatore rischia di bloccare tutto il porto”.

E qui arriviamo al fattore economico.

“A Piombino si stanno insediando delle aziende che assorbono il tasso di disoccupazione provocato dalla crisi della siderurgia. Se la nave dovesse provocare delle interferenze, andremmo a pregiudicare ogni tentativo imprenditoriale. Dovremmo dire alle aziende che lavorano lì intorno che devono smettere di lavorare perché ci sono problemi legati alla sicurezza”.

Beh ma verranno fatti degli studi.

“Sì, ma aclune delle aziende interessate agli spazi del porto nuovo hanno già congelato l’interesse. Sanno benissimo che quella nave potrebbe pregiudicare qualsiasi attività nelle vicinanze”.

Cosa c’entra invece l’impatto ambientale?

“Per scaldare il Gnl verrà usata acqua di mare che poi verrà riversata in porto. L’aspetto non è trascurabile perché viene rimessa in mare con 7 gradi in meno rispetto alla temperatura originaria e questo determina un significativo raffreddamento delle acque. Non solo”

Che altro c’è?
“Quell’acqua viene mescolata a ipoclorito di sodio”

Dicono sia pochissimo.

“Si ma alla lunga la somma di piccole dosi diventa una grande quantità”

Di cosa avete paura?

“La cosa spaventa le aziende di itticoltura che operano a poche centinaia di metri dall’imboccatura porto. È normale”.

Terzo punto?

“Piombino è una città che sta cercando di mettersi il vestito nuovo e di rilanciare il turismo: è chiaro che trovarsi questa nave in porto pregiudicherebbe ogni sforzo”

La nave non resterà per sempre: si parla di un paio di anni.
“In Italia le cose temporanee sono sempre le più durature”

Diranno che siete degli egoisti: l’Italia ha bisogno di gas per tirare avanti.
“Lo sappiamo benissimo. Ma io devo tutelare la mia comunità”.

Fa strano vedere che Fdi e Lega vanno a braccetto con Sinistra Italia e M5S in questa battaglia.

“Questa vicinanza tra mondi politici diversi dimostra che è oggettivo il rischio per Piombino”

Non è che la volete sfruttare per dare contro al governatore del Pd Giani, che è pure commissario per il rigassificatore?
“No, non è una questione politica. Io mi faccio condizionare solo dai miei cittadini. Ma Giani prima di candidare questa città poteva essere più cauto”.

E adesso?

“A breve inizierà l’iter amministrativo: valuteremo le relazioni tecniche e l’osservanza di tutte le normative sulla sicurezza. Il progetto ‘andrà in porto’ solo se tutto verrà fatto secondo le regole. E io ho forti dubbi che una nave in porto sia compatibile con le leggi attuali”. 


Ma voi avete letto i dati elaborati dai tecnici di Snam?
“No, non ancora”.


E come fate ad avere allora tutti questi dubbi?
“Senta... Snam vuole mettere una nave da 300 metri su una banchina vicina alle partenze dei traghetti. Una banchina che era stata data in concessione ad una azienda che sta assumendo persone. Se poi vedo che intorno all’impianto offshore di Livorno non può passare neppure una nave per motivi di sicurezza mentre qui la si vuole parcheggiare in porto, beh: non ho bisogno di una relazione tecnica per avere grosse perplessità”.

Siete pronti a cambiare idea?
“Il procedimento amministrativo farà il suo corso. Se rispetterà le regole, bene. Ma resta il fatto che quella nave pregiudicherà l’immagine e lo sviluppo economico della città. La mia posizione non cambierà”. 


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