Dalla divisa al fantasy: "Ecco il mio manuale per essere davvero liberi"

Nunzia Alessandra Schilirò, vice questore aggiunto di Roma, è l'autrice del romanzo La ragazza con la rotella in più (Byoblu, 2021), un viaggio fantasy alla ricerca di sé stessi e della felicità

Dalla divisa al fantasy: "Ecco il mio manuale per essere davvero liberi"

"Anche se non si parla mai di Polizia, in questo libro c’è tanto della mia professione, in fondo l’obiettivo del mio romanzo è quello di aiutare i lettori a conoscere sé stessi per essere davvero liberi, e per essere libero devi sentirti al sicuro. E questo è quello che dovrebbero fare i poliziotti, aiutare le persone a sentirsi al sicuro". Nunzia Alessandra Schilirò è vice questore aggiunto della Polizia di Stato in servizio nella Capitale. Per anni si è occupata di violenza sulle donne, sui minori e in generale dei più fragili. Più che un lavoro, la sua, è una missione.

"Prima facevo l’avvocato, quando ho deciso di entrare in Polizia è stato perché sentivo che volevo essere utile alle persone, farle sentire protette. Con gli anni di servizio ho imparato che la gente ha bisogno di sentirsi al sicuro soprattutto dentro di sé", ci racconta mentre passeggiamo in un parco della Capitale. Da qui l’idea di scrivere un romanzo. La ragazza con la rotella in più (Byoblu, 2021) è un viaggio fantasy nell’animo umano, compiuto attraverso le storie e le emozioni dei cinque protagonisti. Ragazzi problematici, emarginati, in cerca di riscatto e di libertà.

Da dove nasce la passione per la scrittura?

"Ce l’ho sempre avuta, sin da bambina. Mi piace leggere, approfondire, ascoltare e soprattutto raccontare storie. Per questo mi sono appassionata al genere fantasy. È quello che più di ogni altro consente libertà: all’autore di dire cose che altrimenti non avrebbe potuto dire, e al lettore di cogliere uno o più messaggi, a seconda di quello che gli serve. Le storie servono per imparare a conoscersi, a gestire le proprie emozioni e i propri sentimenti. Ho toccato con mano i miracoli che possono accadere quando racconti ad una persona che pensa di essere imprigionata per sempre in una situazione di violenza e di abusi la storia di chi ce l'ha fatta e in cui si può riconoscere. Come per magia impara a pensare che una via d'uscita è possibile. Del resto si impara sempre per emulazione".

Di cosa si parla nel libro?

"È molto difficile riassumerlo in poche parole. Posso dire che parla di tanti argomenti: di attualità, di universi e mondi paralleli, di ombre che governano il mondo, di tempo e non tempo, d’identità, di demoni, alieni, dolore, inganno, doppio, potenziali inespressi che, se portati alla luce, ci donerebbero poteri sovrannaturali, libertà, in particolare della libertà di essere sé stessi e ancora di fisica quantistica, di mistero, di spiritualità, amore e morte. Quella morte di cui nessuno parla, perché come diceva il maestro Franco Battiato: 'A scuola non c’insegnano a morire; sulla morte invece gli antichi egizi hanno costruito una civiltà'. Il tutto attraverso la storia dei protagonisti, che vogliono salvare il mondo".

Quindi, un viaggio alla ricerca di sé stessi, quanto è importante curare la propria spiritualità?

"Penso che sia fondamentale, soprattutto nella società di oggi. Lo insegnano i filosofi, i mistici di ogni tempo e persino la fisica quantistica quando dice che è la realtà invisibile a determinare la realtà che noi vediamo. In tutti noi esiste un potenziale inespresso inimmaginabile".

Proprio come accade ai protagonisti del tuo libro…

"Nei personaggi del romanzo c’è un po’ di me e un po’ di tutte le persone che ho incontrato finora nel mio percorso. Chi di noi, del resto, non si è mai sentito insicuro o fragile? In noi convivono mille sfumature diverse, comprese quelle che ancora non conosciamo o che sognamo di avere, dunque ispirarsi a noi stessi e al mondo che conosciamo rappresenta una fonte inesauribile di argomenti. Il messaggio che arriva dalle loro storie è che tutto si può superare, anche quando le cose sembrano perdute o non vanno come vorremmo, perché la felicità e la libertà non consistono nello scegliere gli eventi che capitano, ma in come si sceglie di reagire a quegli stessi eventi".

Chi sono gli emarginati e gli esclusi della nostra società?

"Sicuramente i giovani, perché li stiamo triturando senza dare loro il tempo di riflettere su quello che fanno, ma anche i disoccupati e coloro che non hanno voce, quindi anche gli artisti, i grandi geni che spesso hanno vite difficili e non vengono presi in considerazione. Oggi c’è troppa uniformità e troppo spesso non si dà voce a chi ha talento".

Nel libro si parla anche di "manipolatori del mondo", esistono davvero?

"Penso che esista un’élite che decide quasi tutto. Noi non li conosciamo, possiamo avere qualche idea, pensiamo sia il politico o il filantropo di turno, ma non sappiamo davvero chi si nasconda dietro a tanti fenomeni. Anche il grande Battiato ha parlato del 'Re del mondo' mentre Voltaire diceva: ‘Per capire chi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare’".

La libertà è uno dei concetti chiave del romanzo, ma cosa significa davvero essere liberi?

"Per me la più importante forma di libertà, ma anche la più difficile da raggiungere, è la libertà di essere sé stessi. Se vogliamo vivere in un mondo libero, dobbiamo prima di tutto diventare persone libere dentro. E una grande mano in questo percorso può darla anche la nostra bellissima Costituzione, che enuclea tutte le libertà fondamentali. Questo libro vuole essere uno strumento per aiutare il lettore a trovare sé stesso senza guru, senza manuali di autostima, ma attraverso un percorso interiore per risvegliare l'artista che vive sopito in ciascuno di noi".

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