Milano, l'esercito in prima linea contro il virus: il Drive through di Trenno

Inaugurato oggi il Drive through dell'esercito. Verranno testate oltre 500 persone al giorno: un nuovo argine al Covid-19

Il cielo sulla periferia ovest di Milano è grigio e le macchine si incolonnano lente, una dopo l'altra, nel Drive through del Parco Trenno di via Novara, il più grande d'Italia. Bastano alcuni numeri per comprendere l'imponenza di questra struttura, fortemente voluta dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini: otto linee per i test rapidi Sars-Cov2, una per i tamponi molecolari, cinque tende tensostruttura, sette tende pneumatiche gonfiabili e un container per lo stoccaggio dei rifiuti speciali. Il tutto in uno spazio di 2mila metri quadri, diventato operativo grazie ai militari dell'esercito in forza al Comando di reazione rapida della Nato in Italia.

"Il nostro obiettivo" - ci spiega il colonnello Fabio Zullino, direttore dell'ospedale militare di Baggio e ufficiale di coordinamento regionale per il Drive through Difesa - "è quello di fare 500 tamponi al giorno per tracciare al meglio i contagi a Milano e frenare l'epidemia. Questa iniziativa nasce all'interno della missione Igea, fortemente voluta dal ministro Lorenzo Guerini per dare un supporto al sistema sanitario nazionale, in questo caso a quello di Milano, in un momento in cui le strutture sono congestionate a causa dell'epidemia in corso".

Le procedure sono molto rigide, ma servono a garantire la sicurezza di tutti: in ogni linea è presente una postazione amministrativa per la raccolta dei dati anagrafici e una postazione sanitaria con medici e infermieri per l'esecuzione del tampone rapido. Nel caso in cui dovesse esser riscontrata una positività al Covid-19, ci si dovrà recare alla postazione 9 per procedere con il tampone molecolare. "Un modo" - ci spiega il colonnello Zullino - "per esser certi dell'esito. Qui sono impiegate tutte le forze armate. Quest'operazione è stata gestita dallo Stato maggiore della Difesa e coordinata dal Comando operativo di vertice interforze. Prevede l'impiego di circa 600 tra ufficiali medici e infermieri professionisti e prevede il collegamento con le istituzioni locali".

"Questo è un momento molto complesso per la città metropolitana" - ha commentato Walter Bergamaschi, direttore generale dell'Ats Milano città metropolitana - "Ogni giorno riceviamo circa 10mila segnalazioni di sospetti da esaminare". "Attualmente abbiamo più di 40 punti di verifica dei tamponi, ma abbiamo bisogno di crescere per ridurre i tempi e effettuare efficacemente l'isolamento. Vale soprattutto per il mondo della scuola. Per ridurre tempi fra il sospetto e la diagnosi, la Regione ha consentito l'accesso diretto senza prenotazione", ha concluso Bergamaschi.

Il compito di questo Drive through, infatti, è quello di verificare l'eventuale positività di coloro che gravitano attorno al mondo della scuola e rallentare il contagio. "Se le cose andranno bene" - ha detto Bergamaschi - "potremmo aprire anche a sintomatici prenotati attraverso i medici di medicina generale. Oggi e domani facciamo le prove generali con la protezione civile e da lunedì si comincia con la scuola. Questo è il primo drive through ce ne saranno altri a Romolo e Linate".

Per il governatore della Lombardia Attilio Fontana, questo Drive through rappresenta "un ulteriore elemento che va in direzione di questa guerra che stiamo combattendo. E' un ulteriore elemento per accelerare la prevenzione e favorire la realizzazione di tamponi", attualmente attestati a 50mila al giorno. Ciò che contribuirà a fare questo centro, attraverso la verifica della positività delle persone, è quello di ridurre l'indice Rt, come ha ricordato Bergamaschi: "Le misure intraprese con l'ordinanza delle settimane scorse cominciano ad avere il loro effetto. L'indice Rt è sempre superiore a 1, quindi i nuovi casi continuano ad aumentare ogni giorno, ma si sta avvicinando al valore di 1, che significa il valore di picco, in cui sostanzialmente il numero di contagi rimane stabile".

Nel corso di questi mesi, molti virologi hanno parlato dell'importanza di combattere "la battaglia di Milano" contro il Covid. Il Drive through di Trenno rappresenta l'ennesima trincea anti virus.

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Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Sab, 14/11/2020 - 11:00

sssssss!!! silenzio, non si dice! ma come tutte le forze armate in lombardia? loro hanno la sanità "blasonata" il meglio della tecnica e della scienza! che ci fanno i militari a milano? sta per scoppiare qualche guerra... anche se scoppia non potrà mai fare i morti che ha fatto il covi; e tutto questo è successo per colpa di quel cattivone di de luca!

wregrewgwerg

Dom, 15/11/2020 - 11:52

I miltari preferiscono che i vaccini vengano fatti alla popolazione(meglio se del Nord Italia)e non a loro.I vaccini prodotti dai tedeschi,inglesi e svedesi,che non vengono fatti in Germania,Inghilterra e Svezia dove non c'è l'obbligo vaccinale come in Italia dove i bambini sono costretti fin dalla più tenera età(quando non si capisce se il bambino ha problemi e si può quindi dare la colpa al "è nato così")a farsi una decina di vaccini che poi danneggiano il sistema immunitario.Il sindacato dei Militari ha affermato:"Sui militari non si sperimenta il vaccino”.Ben remori dei vaccini sperimentati in passato dai produttori di vaccini tedeschi inglesi e svedesi sui militari italiani che avevano causato molte morti poi derubricate a causa contatto con uranio impoverito nelle missioni nella ex-Jugoslavia.L'Italia è un bel campo di sperimentazione vaccinale da parte dei nostri "alleati" europei con la connivenza della "nostra" èlite economica e politica da loro ricattata.