La manovra d'emergenza che ha salvato l'aereo italiano dagli spari

A bordo si è capita la gravità della situazione, ma il velivolo non ha riportato danni dagli spari. La precisazione dell'aeronautica: "Nessun proiettile ha colpito l'aereo"

La manovra d'emergenza che ha salvato l'aereo dagli spari

Erano passati pochi minuti dal decollo, poi improvvisamente l'aereo ha iniziato ad effettuare delle manovre diverse dalla rotta originaria. Chi era a bordo ha capito che qualcosa non andava. E così, dopo aver lasciato il suolo di Kabul, non sono mancati momenti di panico all'interno del C-130 dell'aeronautica italiana fatto bersaglio da colpi di arma da fuoco.

A bordo era presente anche il giornalista de IlGiornale Fausto Biloslavo, il quale ha raccontato della manovre evasive del maggiore Annamaria, il pilote dell'aereo militare. “A bordo – ha dichiarato Biloslavo – c'erano tanti giornalisti ma anche tanti afghani”. Secondo la sua testimonianza, i colpi partiti da terra sono stati sparati con delle mitragliatrici.

Il C-130 è comunque atterrato poche ore dopo in una base militare in Kuwait. Non ci sono stati danni e il viaggio, dopo l'uscita dallo spazio aereo di Kabul, è proseguito regolarmente. A bordo c'era un'altra giornalista, Simona Vasta. “Pochi minuti dopo la partenza da Kabul hanno tentato di colpirci con mitragliatrici pesanti – ha dichiarato su SkyTg24 – ma la pilota Annamaria ha reagito prontamente, attuando le manovre per evitare di essere colpiti”.

La cronista ha parlato del panico sviluppatosi subito dopo il decollo all'interno dell'aereo. “Si sono vissuti attimi di panico, per le manovre diversive si è ballato molto – è il suo racconto – Molte delle persone sono in terra ma in condizioni complicate perché questi voli sono riempiti per permettere di portare via più persone possibile dall'Afghanistan”.

Fino ad oggi nessun aereo della coalizione internazionale presente a Kabul era stato fatto oggetto di colpi d'arma da fuoco. Dal 15 agosto scorso, da quando cioè i Talebani hanno conquistato la capitale afghana, lo scalo è l'unica via di uscita per molti profughi afghani. Da giorni la struttura è presidiata da migliaia di persone che provano a imbarcarsi in uno dei velivoli impegnati nei ponti aerei organizzati repentinamente dai contingenti occidentali.

Anche l'Italia sta proseguendo con le evacuazioni, seppur tra mille difficoltà. I servizi di intelligence americani e inglesi hanno segnalato nei giorni precedenti diversi allarmi relativi alla sicurezza in aeroporto. Oggi i timori si sono rivelati reali. Gli spari contro il velivolo della nostra aeronautica hanno preceduto di poche ore l'attentato kamikaze che ha causato diverse vittime tra civili e militari Usa.

La precisazione dell'aeronautica

Ma cosa è successo realmente al volo italiano? E come mai un nostro mezzo è stato preso di mira? In realtà l'aeronautica ha fornito un'altra versione. “In merito a quanto riportato dagli organi di stampa circa l'evento che ha coinvolto dopo il decollo dall'aeroporto di Kabul un C-130J dell'Aeronautica Militare – si legge in una nota – l'Aeronautica militare precisa che nessun colpo di arma da fuoco ha interessato il velivolo”.

Dunque il mezzo non è stato colpito, ma verosimilmente ha rischiato di trovarsi sotto tiro da parte di non meglio identificati gruppi che hanno operato da terra. “Il capo equipaggio dell'aereo, come previsto dalle procedure operative ed oggetto di costante addestramento – si legge ancora nel comunicato – nell'osservare dei colpi di arma da fuoco provenienti da terra e diretti verso l'alto, visibili come traccianti, ha messo immediatamente in atto una manovra evasiva per proteggere il velivolo”.

“Nessun danno all'equipaggio – è stato infine confermato – ai passeggeri e al velivolo è stato riportato. Il C-130 ha poi regolarmente proseguito la missione, diretta alla base aerea di Al Salem in Kuwait”. Difficile a questo punto dire se l'aereo italiano fosse o meno il vero obiettivo di chi ha sparato da terra. Risalire ai responsabili non è affatto semplice, specie per l'attuale caos attorno allo scalo della capitale afghana.

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