"Fa vomitare". E Travaglio giustifica così la vignetta choc

"Fa vomitare". E Travaglio giustifica così la vignetta choc

La vignetta pubblicata in prima da Il Fatto Quotidiano - quella sulla Leopolda seminuda - non è piaciuta a tutti i lettori del giornale diretto da Marco Travaglio. Anzi, più persone che magari sono solite leggere quelle pagine hanno voluto manifestare un certo disappunto.

Prima era toccato alla politica. Le parlamentari d'Italia Viva ma pure l'onorevole Alessia Morani del Partito Democratico avevano criticato eccome la mossa del quotidiano, con una sfilza di cinguettii uniti da argomentazioni sul fatto che quella vignetta non potesse essere considerata satirica.

Dopo le prese di posizione da parte dell'onorevole Raffaella Paita, della viceministro Teresa Bellanova e così via, la deputata della formazione guidata da Enrico Letta aveva scritto via Twitter quanto segue: "C’è veramente qualcuno che pensa che questa "roba" sia satira? È solo una vergogna #basta". Lo sdegno non è stato soltanto renziano quindi. Anche qualche lettore ha voluto dire la sua in merito. Stando a quanto riportato da Dagospia che ha ripreso un articolo del Fatto, una lettrice de Il Fatto Quotidiano ha scelto di non usare mezzi termini: "La vignetta apparsa ieri in prima pagina è vergognosa. Se l'intenzione era quella di fare ridere avete sbagliato di grosso, fa vomitare". Un giudizio netto.

Poi un altro commento via missiva: "Sono molto indignata per la vignetta di ieri, che dire volgare è poco. Sembra proprio un invito allo stupro. Se la vostra intenzione era quella di fare della satira contro Renzi avete sbagliato clamorosamente il bersaglio. Temo che gli abbiate fatto un grande favore". Il ragionamento continua: "La cosa che più mi meraviglia è che nessuno/a del giornale, in primis Gad Lerner e Padellaro, che apprezzo moltissimo e stimo, non abbiano avuto niente da dire se hanno saputo e visto la vignetta prima della pubblicazione. E Travaglio che dice?". Insomma, la questione non sarebbe soltanto stilistica ma inerente pure al campo della opportunità. E il direttore torinese è intervenuto in merito alle critiche ricevute.

Marco Travaglio, come ripercorso sempre dalla fonte, ha replicato, sostenendo che la chiave di lettura della vignetta fosse un aspetto tutto politico, ossia la volontà di Matteo Renzi di collocarsi - come annunciato al termine dell'ultima edizione della Leopolda - in uno spazio centrista. Renzi ha soprattutto insistito sull'essere alternativi ai populisti del MoVimento 5 Stelle ed a quelli che l'ex premier ritiene sovranisti, ossia Lega e Fdi. In ogni caso, Travaglio ha fatto sapere che mai si sognerebbe di "di censurare una vignetta di Mannelli né di chiunque altro".

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