"Sa dove trovarmi". Pillon spegne così Fedez

Dopo l'attacco social è arrivato l'attacco pubblico. Fedez dal palco del concertone si è scagliato ancora una volta contro il senatore Pillon, che sul web ha risposto invitandolo al confronto

"Sa dove trovarmi". Pillon spegne così Fedez

Il monologo di Fedez al concerto del primo maggio non smette di infiammare la polemica. Mentre il rapper ha trasformato il palco dedicato alla musica e ai lavoratori in un comizio politico, gli esponenti della Lega, contro i quali il cantante si è scagliato, aprono ad un civile confronto.

Salvini lo ha detto pubblicamente su Facebook, invitandolo a prendere un caffè "per parlare di libertà e di diritti". E a stretto giro è arrivato anche il commento del senatore Simone Pillon - più volte preso di mira dal rapper sul tema del ddl Zan - che ha esortato Fedez ad un "confronto anziché continuare coi soliloqui di parte e di partito".

Come già aveva fatto Matteo Salvini, anche il senatore Simone Pillon ha scelto i social network per commentare quello che molti temevano accadesse sul palco del concerto del primo maggio. Il comizio del rapper senza contraddittorio e sfruttando il servizio pubblico radiotelevisivo. "Stamattina ho aperto il telefono e l'ho trovato intasato di messaggi - ha scritto il senatore su Facebook - perché Federico in arte Fedez ieri sera ha nuovamente attaccato me, i colleghi e la Lega usando il palco del 1° maggio e i soldi del canone Rai che tutti paghiamo per fare un comizio politico a senso unico, senza contraddittorio".

Gli attacchi gratuiti di Fedez non hanno smosso la linea della Lega e Simone Pillon ha ribadito la sua totale disponibilità alla discussione faccia a faccia con il rapper: "Quando vorrà un confronto anziché continuare coi soliloqui di parte e di partito, sa come trovarmi. Mi spiace solo che, pur essendo anche lui padre, non abbia ancora capito che la nostra battaglia non è per togliere dignità a nessuno ma per garantire a tutti i figli di poter saltare sul lettone in mezzo a mamma e papà, senza esser comprati, o senza esser cresciuti orfani di madre per decisione altrui, e che vogliamo fermare il ddl Zan per assicurare ai bambini la libertà di leggere le favole di Cenerentola e Biancaneve senza esser considerati omofobi, per evitare che le ragazze si trovino a competere nelle gare sportive con maschi sedicenti femmine e per fermare chi vuole iniettare Triptorelina o ormoni maschili nel corpo delle bambine". Il lavoro della Lega, come chiarito nel finale del messaggio, prosegue "per il bene dei più piccoli. Non lasciamoci avvilire dagli attacchi".

Ieri sera, dopo una giornata passata a fare il papà a tempo pieno, sono crollato dal sonno e ho dormito come un...

Posted by Simone Pillon on Sunday, May 2, 2021

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