Fedez grida alla censura, ma non è andata così

Nessuna censura è stata fatta, o anche solo tentata, sull'intervento di Fedez al Concertone del Primo maggio: la spiegazione nella legge Mammì

Fedez grida alla censura, ma non è andata così

Da sabato pomeriggio una delle parole maggiormente pronunciate sul web ma anche nei discorsi da bar (finalmente riaperti ma solo en plein air) è: censura. La presunta vittima di una presunta scure censoria sarebbe la metà della coppia imperiale dei social network italiana, Fedez dei Ferragnez. Lui e sua moglie gestiscono insieme un impero di oltre 30 milioni di follower sparsi in tutto il mondo grazie alla popolarità di Chiara, acquisita grazie a campagne pubblicitarie massive. Una popolarità tale che ha portato la polemica con la Rai a varcare i confini nazionali, finendo niente meno che sulla BBC, che titola: "Il rapper italiano Fedez accusa la tv di Stato di un tentativo di censura". Eppure non è così, anzi. La Rai sul testo di Fedez ha esercitato un suo diritto ma anche un suo obbligo.

È Massimo Donelli, giornalista esperto di comunicazione, ex direttore di rete a Mediaset e docente universitario, a spiegare perché le accuse mosse contro la Rai non sono fondate. In un suo articolo per il Giorno, Donelli spiega che Ilaria Capitani, durante la telefonata intercorsa con Fedez, "non solo ha esercitato un diritto, ma ha addirittura risposto a un obbligo previsto dalla legge 6 agosto 1990 numero 223". Si tratta della cosiddetta legge Mammì, nata ufficialmente a disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato. In base a questa legge, "il direttore di rete è la persona delegata 'al controllo della trasmissione' e risponde penalmente di ciò che va in onda". Anche se il Concertone del Primo maggio non è stato di fatto organizzato dalla Rai, la tivvù pubblica si presta alla sua trasmissione e, pertanto, il direttore della rete che lo ospita è responsabile della divulgazione televisiva sull'emesso.

Ma l'ex direttore di rete, facendo ricorso alla sua esperienza sul campo in quel settore, puntualizza anche un altro aspetto: "Non sappiamo quando sia stata registrata la telefonata censurata da Fedez. Ma, posto che è del tutto normale definire la linea editoriale di una rete e controllare che venga rispettata, forse, diciamo così, bisognava pensarci prima, ben sapendo che Fedez è abituato a cavalcare le praterie dei social network dove tutti, tranne Donald Trump, sono liberi di dire la qualunque".

Censura, o tentativo di censura, non c'è stato su Fedez. Massimo Donelli sottolinea, invece, che del dialogo tra il cantante e Ilaria Capitani è stato al momento diffuso solo un estratto e "qui sì, c'è stata davvero censura: quella che il cantante ha applicato alla telefonata, proponendone solo una parte".

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