Ferita dalla"sciabolata" dello champagne: discoteca paga 64 mila euro

I fatti risalgono al maggio del 2016: una discoteca di Dolo dovrà risarcire una ragazza di 29 anni costretta ad operarsi dopo la profonda ferita alla caviglia a seguito dell'evento

Ferita dalla"sciabolata" dello champagne: discoteca paga 64 mila euro

Costosa fu... la "sciabolata": dal francese sabrage, è la tecnica con la quale viene aperta una bottiglia di champagne tramite un colpo di sciabola. Una ragazza è rimasta ferita così, in una discoteca di Dolo, provincia di Venezia ed il gestore del locale notturno dovrà risarcirla con 54 mila euro (più gli interessi) ed altri 10 mila euro per spese di "lite".

Come riporta Ilgazzettino, il Tribunale civile di Venezia ha accolto la richiesta di una 29enne di Stra, piccolo comune del capoluogo veneto in seguito ad un episodio avvenuto nel maggio del 2016 all'interno della discoteca "Mio Club" di Dolo per la quale la giovane lavorava come ragazza immagine.

La decisione del giudice

Ai sensi dell'articolo 2051 del Codice civile, la cosidetta "responsabilità del custode", il giudice Roberto Simone ha accertato la responsabilità per l’accaduto alla società Canaletto Srl per non aver vigilato in maniera adeguata e per aver consentito, o comunque non evitato, la pratica della sciabolata delle bottiglie, formalmente proibita in quanto pericolosa ma al tempo stesso mostrata in alcune immagini postate sulla pagina Facebook del locale.

Fondamentalmente, l'articolo 2051 tralascia l’esistenza di una responsabilità colposa basandosi sulla semplice esistenza tra il fatto accaduto e il danno lamentato: l’unico modo per evitare il pagamento della somma, per il gestore del locale, sarebbe stato dimostrare che si è trattato di evento fortuito e dunque non prevedibile, circostanza esclusa nel caso specifico.
La sentenza potrà essere impugnata in appello ma intanto è esecutiva: i soldi dovranno essere versati sul conto della giovane.

Una pratica pericolosa

L'avvocato della ragazza, Giorgio Caldera, è riuscito a provare che quella pericolosa modalità di apertura delle bottiglie era comunemente praticata da clienti e addirittura da alcuni camerieri del locale. La società, dal canto suo, ha respinto ogni accusa cercando di dimostrare di non avere alcuna responsabilità nell’accaduto (in quanto aveva formalmente proibito la pratica della “sciabolatura” all’interno del locale), e che la ragazza avrebbe tenuto un comportamento tale da aver contribuito all’accaduto.

Il Tribunale ha respinto le accuse ritenendo che la 29enne non avesse alcuna responsabilità nell'accaduto a seguito del quale subì anche una profonda ferita alla caviglia con lesione al tendine che le costò un intervento chirurgico.

La bottiglia di champagne sciabolata era stata riposta all’interno di una "boule" appoggiata su un tavolino e fatta cadere da un avventore della discoteca che la colpì inavvertitamente a causa della ressa di persone sulla pista da ballo.

Il risarcimento

La ventinovenne è stata risarcita per i danni sofferti, patrimoniali e non. La società di gestione della discoteca è stata anche condannata a rimborsare al datore di lavoro della ragazza la somma che fu costretto ad erogarle, nei tre mesi di malattia, senza poter usufruire della prestazione lavorativa: circa 800 euro.