Festa Azzurra, tornano le cassandre del Covid

La festa nelle piazze ha nuovamente scatenato gli allarmismi. Ma Costa frena: "Non trasformiamo la prudenza in paura"

Festa Azzurra, tornano le cassandre del Covid

L'entusiasmo per la vittoria del Campionato europeo ha portato in piazza migliaia di italiani, che da nord a sud hanno festeggiato fino all'alba. Caroselli per le strade e una marea umana si è riversata nelle grandi città e nei piccoli centri. Una situazione difficile da controllare, nonostante in Italia sia ancora presente il divieto di assembramenti e l'obbligo di indossare la mascherina nei luoghi in cui questi siano possibili per prevenire il contagio da Covid. Le immagini dei festeggiamenti in Italia, ma non solo, hanno scatenato la reazione social di Maria van Kerkhove, esperta a capo del gruppo tecnico dell'Oms per il coronavirus.

"La pandemia di Covid-19 non si prende una pausa per una sera. La variante Delta di Sars-CoV-2 approfitterà di persone non vaccinate, in ambienti affollati, senza mascherina, che urlano/gridano/cantano. Devastante. Dovrei divertirmi a guardare la trasmissione accadere davanti ai miei occhi?", sono state le parole della van Kerkhove. Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, ha smorzato gli allarmismi e replicato indirettamente. "È chiaro che noi avevamo messo in atto tutta una serie di prescrizioni che prevedevano in caso di assembramenti all'aperto di usare la mascherina. Il virus circola e il momento è delicato e non possiamo permetterci di fare passi falsi. Ma non mi sento di trasformare la prudenza in paura, siamo consapevoli che fortunatamente il vaccino con doppia dose evita le conseguenze gravi della malattia anche da variante Delta", ha detto ai microfoni di Rai News.

Ma al termine della festa, ecco che i virologi si sono fatti risentire. Massimo Galli, primario all'ospedale Sacco, al termine della festa Azzurra, all'Adnkronos ha dichiarato: "Il fatto che strillarsi addosso in moltitudine aumenti il rischio di trasmettere l'infezione da coronavirus è un assioma. Auguriamoci che ci vada il meglio possibile, contando sul fatto che a festeggiare in piazza sono stati soprattutto i giovani i quali, in genere, hanno meno rischi di malattia grave. Comunque l'incubazione di questa infezione è abbastanza breve e in capo a una settimana-10 giorni vedremo gli effetti sui contagi".

Anche Fabrizio Pregliasco è stato sentito dall'Adnkronos: "L'Rt in rialzo è un destino e certo con tutto quello che abbiamo fatto con gli Europei gli abbiamo dato una facilitazione, perché in tutti quegli assembramenti è chiaro che c'era una quota parte di giovani asintomatici che sono andati in giro a festeggiare". Il docente dell'Università Statale di Milano ha proseguito: "Quando c'è una situazione così di massa non si riesce a fermarla, crei più danni nell'immediato che altro. Bisognerà aspettare i soliti 15 giorni. Purtroppo un colpo di coda lo dobbiamo certamente tenere in conto e potrebbe essere più ravvicinato di quanto non pensassi. Speriamo non ad agosto. Prepariamoci però a questo scenario certamente non piacevole. Il rischio c'è".

Sulla stessa linea anche il virologo Massimo Andreoni: "La vittoria degli Europei è un evento fantastico ma è certo che quello che si è visto nelle piazze con i festeggiamenti è l'apoteosi della trasmissione del virus. La cosa migliore per aumentare la sua trasmissibilità. C'è una realtà epidemiologica con cui dobbiamo fare i conti. L'aumento dei contagi e i rischi della variante Delta sono sotto gli occhi di tutti. Ci sono focolai anche in Italia e tutto lascia intendere che questa variante stia diventando dominate con grande velocità".

Anche Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive a Pisa, ha detto la sua: "La festa di piazza era prevedibile. Avremmo dovuto augurargli la sconfitta per non avere le manifestazioni che abbiamo avuto. Purtroppo è così. Ora dobbiamo solo sperare che le conseguenze non siano gravi e tornare rapidamente ai comportamenti di sempre più giudiziosi e misurati. Dobbiamo insistere con questi giovani che ieri sono stati per una notte protagonisti dello stato tifoso, rivolgendo loro un invito convinto a vaccinarsi perché il rientro nella normalità, ma anche queste eccezionalità, sono consentite ai vaccinati"

Sono gli stessi virologi che hanno lanciato l'allarme a maggio quando a Milano si festeggiò la vittoria dello scudetto da parte dell'Inter. Anche in quell'occasione ci si aspettava un aumento dei contagi da Covid per la festa in Duomo. Eppure a due settimane di distanza non ci furono incrementi significativi e riconducili a quell'evento.

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