Dalla figlia alla mamma: tutte le donne dell'ex boss della Magliana

Attorno a Salvatore Nicitra, arrestato ieri mattina dai carabinieri, gravitavano 4 donne, ora agli arresti domiciliari: tra loro anche la madre e la figlia del boss

Dalla figlia alla mamma: tutte le donne dell'ex boss della Magliana

Ieri mattina, Salvatore Nicitra, ex boss della Banda della Magliana, è stato arrestato. Il "quinto re di Roma" è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere ed è accusato di associazione a delinquere, finalizzata alla turbativa dell'attività economica e alla frode informatica. Il tutto aggravato dal metodo mafioso.

Ma Nicitra non era solo. Oltre a lui sono finite in manette altre 38 persone e 4 donne, che ruotavano intorno a lui, sono finite agli attesti domiciliari. Sarebbero estranee all'associazione a delinquere, ma concorrenti nei reati di riciclaggio aggravato dalla transnazionalità. Dalla figlia alla madre, passando per la compagna di Nicitra, le "sue" donne preferivano chiamarlo con il nome di battaglia "Sergio", per garantirgli una sorta di protezione, durante gli anni di latitanza.

Secondo gli inquirenti, la figlia del boss, Rita, avrebbe avuto "un ruolo centrale nell'attività di investimento e occultamento delle ricchezze di origine criminale del padre, di cui, essendo incensurata, è sistematico prestanome". A carico della compagna, Chantal Anne Richard, invece, peserebbe il rischio di fuga. Infatti, in una consversazione dell'ottobre del 2015 era proprio lei a proporre al boss di scappare all'estero, nel caso sorgessero problemi con la giustizia. Tra le donne del "quinto re di Roma" c'era anche la madre, Francesca Inguanta, che fungeva da prestanome del figlio ed era "dotata di potere decisionale in virtù del ruolo ricoperto all'interno della famiglia". A chiudere la lista c'è un'ordinanza ai domiciliari anche per Monica Lo Savio, che avrebbe aiutato il marito Giovanni Nardone, inprenditore colluso che svolgeva operazioni di riciclaggio per Nicitra.

Secondo gli inquirenti, "Nicitra ha, negli anni, monopolizzato l'area a Nord della Capitale, assumendo il controllo, con modalità mafiose, del settore della distribuzione e gestione delle apparecchiature per il gioco d'azzardo (slot machine, videolottery, giochi e scommesse on line), imposte con carattere di esclusività alle attività commerciali di Roma e provincia". L'inchiesta ha anche permesso ai carabinieri di fare luce su 4 casi irrisolti, avvenuti nel quartiere romano di Primavalle alla fine degli anni '80 e su un delitto commesso nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. Nei delitti sarebbe stato coinvolto Nicitra, "allo scopo di consolidare il proprio potere criminale".