Annullato il sequestro per la Pivetti

Il giudice per le indagini preliminari di Milano Giusy Barbara non ha convalidato il provvedimento adottato dalla procura lo scorso 18 novembre

L'ex presidente della Camera Irene Pivetti
L'ex presidente della Camera Irene Pivetti

Restituiti i 4 milioni di euro sequestrati in maniera preventiva all’ex presidente della Camera dei Deputati Irene Pivetti. Il giudice per le indagini preliminari di Milano Giusy Barbara non ha convalidato il provvedimento adottato lo scorso 18 novembre, in seguito all’indagine per riciclaggio e frode fiscale da parte della procura milanese su alcune operazioni commerciali, in particolare la compravendita di tre Ferrari Gran Turismo. Queste operazioni, secondo gli inquirenti, sarebbero servite a riciclare denaro proveniente da una grossa evasione fiscale. Il giudice ha, quindi, ordinato la restituzione dell’ingente somma a Irene Pivetti (3 milioni e mezzo di euro) e al suo consulente (500mila euro).

Le persone finite nel mirino della giustizia sono sette: oltre alla Pivetti sono indagati il consulente Pier Domenico Peirone, il pilota di rally ed ex campione di Gran Turismo Leonardo Isolani, la moglie Manuela Mascoli, la figlia di lei Giorgia Giovannelli, il notaio Francesco Maria Trapani e un altro imprenditore. Il gip, alla fine, non ha confermato l’operato della procura, dissequestrando i beni. Nonostante ciò, il legale della Pivetti Filippo Cocco ha dichiarato alle agenzie di stampa: “Non cambia il nostro atteggiamento. Leggeremo le carte e ci presenteremo davanti al pubblico ministero per essere ascoltati”.

Due settimane fa, come riportato da ilgiornale.it, era scattato il sequestro dei 4 milioni di euro per alcuni fatti risalenti al 2016. Per la procura di Milano, il gruppo Only Italia, presieduto dall’ex presidente della Camera, avrebbe avuto un ruolo di intermediazione per nascondere al Fisco alcuni beni, tra cui le tre Ferrari. Secondo gli inquirenti, ci sarebbe stato un giro di compravendita, in cui sarebbe entrata anche la società della Pivetti, che si è trovata coinvolta in un’altra indagine dopo quella delle mascherine, che aveva suscitato molto clamore.

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