Flotte, dall'Expo possibile spinta Noleggio auto a misura di Pmi

Il presidente Ruggiero: «La situazione normativa non ci giova» Il direttore Teofilatto: «Da noi trasparenza e correttezza fiscale»

Per rendersene conto, basta scorrere i dati relativi alle immatricolazioni di ottobre: in Italia, un'automobile su cinque è oggi destinata all'attività di noleggio, a lungo o a breve termine. Una percentuale, quella riguardante le vetture in locazione nell'ambito del mercato nazionale, che testimonia di un settore in salute, ormai prossimo a chiudere un 2014 più che soddisfacente. «Al momento, a livello di immatricolazioni registriamo una crescita di poco inferiore al 20% rispetto al 2013 - conferma Fabrizio Ruggiero, presidente di Aniasa, l'associazione confindustriale che raccoglie le società di noleggio -. Tra novembre e dicembre i numeri potranno magari un po' fluttuare, ma ci aspettiamo comunque una chiusura d'anno attorno al +15%».

Se le immatricolazioni si impennano, la crescita del fatturato si dimostra invece assai più contenuta, tanto che secondo le stime di Aniasa non dovrebbe superare i due punti percentuali. Questo perché, nel corso del 2014, a spingere il mercato è stato soprattutto un forte processo di sostituzione delle vetture in flotta da parte delle tante aziende che, nel recente passato, avevano scelto di prorogare i contratti di noleggio a lungo termine. Altrettanto importante, ai fini della performance del settore, si è poi rivelata l'attività di immatricolazione messa in atto dalle società di noleggio a breve termine, in particolare per soddisfare la domanda di una stagione estiva che ha fatto segnare una buona ripresa dal punto di vista dei flussi turistici.

Dalle diverse anime del noleggio, insomma, arrivano segnali incoraggianti. Anche se, va detto, i numeri del periodo pre-crisi rimangono lontani. «Premesso che oggi è difficile immaginarsi una domanda che riparta trainata da fattori macroeconomici - spiega Ruggiero - va registrato anche il permanere di una situazione normativa che non favorisce lo sviluppo del noleggio. Basti pensare che oggi i clienti beneficiano di livelli di deducibilità e detraibilità più bassi di quelli che avevano solo tre anni fa, prima della riforma Fornero. I quali, come è noto, erano già molto inferiori alla media europea. Nei giorni scorsi, poi, ad aggravare il quadro è arrivata la circolare attuativa dell'articolo 94 del Codice della strada, che prevede per i noleggi superiori ai 30 giorni l'obbligo di dichiarare alla Motorizzazione il nome dell'utilizzatore del veicolo». Un obbligo che comporta adempimenti burocratici e ulteriori oneri che, inevitabilmente, andranno a pesare sul cliente finale. «L'obiettivo di contrastare l'elusione e le intestazioni fittizie sul veicolo è condivisibile - osserva Pietro Teofilatto, direttore di Aniasa - ma il noleggio poteva essere escluso dal provvedimento. Non solo considerando che in nessun Paese europeo vige un'analoga normativa, ma anche perché il noleggio contribuisce da sempre a dare trasparenza e correttezza fiscale all'uso dell'auto. Inoltre, già dal 2012 il settore fornisce all'Agenzia delle entrate quasi gli stessi dati che ora dovranno essere comunicati all'Archivio nazionale dei veicoli».

Alla luce di questo quadro, quali previsioni è lecito azzardare per il 2015? «Ci aspettiamo ancora un mercato di sostituzione - risponde Ruggiero - con qualche piccolo segnale positivo da un punto di vista macroeconomico. Anche perché quando si parla del prossimo anno non va dimenticato l'effetto-Expo, con i 20 milioni di visitatori previsti e tutto l'indotto che ne deriverà". «Nel 2015 sarà interessante vedere se crescerà l'utilizzo della locazione da parte di Pmi e professionisti - conclude Teofilatto - considerando che da quest'anno l'offerta delle aziende di noleggio è maggiormente strutturata sulle loro esigenze».

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