"Epidemia colposa". Indagini sul Billionaire per il focolaio

Ai gestori del locale è stata notificata la chiusura indagini con ipotesi di reato di epidemia colposa

"Epidemia colposa". Indagini sul Billionaire per il focolaio

È stata chiusa dopo 10 mesi l’inchiesta a Tempio Pausania su quanto accaduto l’estate scorsa al Billionaire di Flavio Briatore a Porto Cervo, in Costa Smeralda, e verrà chiesto il rinvio a giudizio. Secondo la Procura il focolaio fu responsabilità dei gestori, che hanno ricevuto la notifica della chiusura delle indagini con l’ipotesi di reato di epidemia colposa. Questa l’accusa ai responsabili del locale nell'inchiesta giudiziaria sui focolai dell’estate 2020, da cui partirono dei contagi a catena con fuga in massa di turisti e conseguente danno sia di immagine che economico per tutta l’isola. La procura di Tempio Pausania, in Sardegna, ha chiuso l'inchiesta per epidemia colposa e lesioni personali colpose aperta l'anno scorso dopo i focolai di Covid nei locali della Costa Smeralda. Secondo quanto riportato questa mattina dal quotidiano La Nuova Sardegna, sono indagati gli amministratori unici e le società proprietarie del Billionaire, il Phi Beach di Baia Sardinia e il Country Club di Porto Rotondo.

Chiusa l'indagine per il Billionaire

Ieri la procura di Tempio Pausania ha notificato la chiusura delle indagini agli amministratori del Billionaire, dove risultarono contagiati 58 dipendenti, per epidemia colposa. Accusati invece per lesioni colpose i gestori di altri due locali notturni della zona molto conosciuti, il Phi Beach di Baja Sardinia e il Country Club di Porto Rotondo. Secondo le accuse dei sostituti procuratori, i gestori non sarebbero stati in grado di tenere alto il livello di sicurezza anti-Covid, favorendo decine di contagi che hanno fatto ammalare prima di tutto i dipendenti e poi molti clienti, anche vip, tra i quali proprio Briatore. L’imprenditore, per il virus preso in Sardegna, era risultato positivo a Montecarlo ed era tornato a Milano per essere ricoverato all’ospedale San Raffaele del capoluogo lombardo.

In quella occasione nacque una polemica con Roberto Ragnedda, sindaco di Atzachena, che aveva preso la decisione di anticipare la chiusura notturna dei locali con l’obiettivo di arginare la possibilità di contagi. In seguito alle polemiche, il patron del Billionaire era stato denunciato dal primo cittadino. A metà agosto, quando ormai la diffusione era inarrestabile, tutti i locali dalla Costa Smeralda erano stati chiusi. Pure in quel momento però le polemiche non si erano esaurite e avevano coinvolto anche la Regione e il modo in cui aveva gestito la situazione.

Il Billionaire, locale che si trova sulla colline di Porto Cervo, fa capo a Briatore che non risulterebbe comunque tra gli amministratori e che quindi non dovrebbe risponderne penalmente. Durante il focolaio della scorsa estate, l'imprenditore aveva più volte preso la parola per ribadire che le normative di prevenzione erano state rispettate. I responsabili della gestione avevano fatto sapere che all’interno del locale le norme erano state rispettate totalmente, mascherine e distanze di sicurezza comprese.

La chiusura delle indagini della procura di Tempio Pausania sul focolaio Covid è stata confermata all'AGI dall'avvocata Piera Fresi, assegnata d'ufficio alla difesa di Luciano Guidi, amministratore della Medex Srl, la stessa società cui appartiene il Phi Beach a Baia Sardinia, e Franco Carrington Royston, amministratore unico della Eurfun srl, assieme alla società proprietaria del Country club di Porto Rotondo. L'avvocata si riserva di rilasciare dichiarazioni dopo avere visionato gli atti e parlato con i propri clienti e dopo la conferma dell'incarico. Stesso discorso per il Billionaire:: sono indagati Roberto Antonio Pretto, amministratore unico e la società del noto locale di Flavio Briatore in Costa Smeralda.

La risposta dell'avvocato: "Contestazioni inaspettate"

In una intervista al Messaggero si è mostrata critica sulla decisione della procura, l'avvocato Antonella Cuccureddu che difende il rappresentante legale del Billionaire: "Si tratta di contestazioni inaspettate sia perché i fatti descritti non corrispondono a quelli realmente accaduti, sia perché gli stessi sono stati ricondotti al reato di epidemia colposa, che si ha quando una persona diffonde germi patogeni. La contestazione di epidemia in un contesto di pandemia, cioè di circolazione del virus in più continenti ed ancor più in un ambito territoriale, l'Italia, in cui essa aveva massima diffusione, appare singolare così come leggere che una persona abbia potuto diffondere il virus omettendo di fare qualcosa".

Come ha tenuto a sottolineare la Cuccureddu "Il Covid-19 circolava ampiamente nell'estate del 2020 generando però meno sintomi e quindi riducendo le possibilità di essere individuato. I fatti dimostrano purtroppo che neppure le massime cautele sono in grado di escludere i contagi. Al Billionaire, che come è noto, è un ristorante discoteca, esse sono state adottate con il massimo scrupolo quando le autorità hanno deciso di consentirne la riapertura. Siamo certi che la conoscenza degli atti ci offrirà la possibilità di interloquire con la Procura di Tempio su questi aspetti e provare che quanto realmente accaduto non è riconducibile ad alcun reato".

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