"Foibe bugie fasciste". L'odio di sinistra irrompe in Comune

Blitz degli antagonisti negli uffici del Consiglio comunale di Senigallia. I militanti hanno affisso uno striscione negazionista delle foibe proprio nel Giorno del Ricordo. 48 ore fa, l'assalto alla sede Fdi di Fermo

"Foibe bugie fasciste". L'odio di sinistra irrompe in Comune

Rigurgiti negazionisti e rinnovate forme d'odio attraversano la storia. Ancora oggi si rinnovano, sospinti dall'ideologia rossa. Nell'odierno Giorno del Ricordo della tragedia delle Foibe e dell'esodo istriano, fiumano e dalmata, c'è chi infanga la memoria e rinnega il passato. A Senigallia, nel palazzo comunale, alcuni ignoti attivisti di estrema sinistra hanno affisso uno striscione negazionista delle foibe sulla porta di Massimo Bello, presidente del Consiglio comunale ed esponente di Fratelli d'Italia. L'inqualificabile gesto, avvenuto a pochi giorni da un altro atto intimidatorio (verificatosi a Fermo), è stato denunciato sui social da Giorgia Meloni.

La presidente e leader di Fratelli d'Italia ha dato notizia dell'increscioso episodio pubblicando la foto dello striscione con cui i manifestanti hanno oltraggiato la memoria del genocidio comunista delle foibe. Sul lenzuolo affisso, in particolare, si legge: "Le foibe sono piene di bugie fasciste". A commento dell'immagine, la stessa Meloni ha osservato: "È triste che esistano ancora frange estreme della sinistra italiana che rimpiangono o negano gli orrori del comunismo. Ma non riusciranno più a cancellare pagine di storia". L'accaduto, in prima battuta, era stato denunciato a livello locale dal commissario regionale Fratelli d’Italia Marche, l'onorevole Emanuele Prisco, che in una nota aveva parlato di "clima inaccettabile con ripetuti attacchi".

Riferendosi ai reponsabili del gesto oltraggioso, Prisco aveva poi aggiunto: "Confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine per assicurarli alla giustizia e che in tutta Italia prevalga la memoria nazionale condivisa su chi alimenta odio politico, negazione della storia e delle libertà fondamentali". Le autorità di pubblica sicurezza faranno ora chiarezza sull'accaduto, anche per dare un'identità agli attivisti protagonisti dell'irruzione negli uffici del Consiglio comunale. Quello registrato a Senigallia è solo il più recente degli episodi di intolleranza a sfondo politico.

Solo 48 ore fa, sempre nelle Marche, ignoti avevano devastato con atti vandalici la sede di Fermo di Fratelli d'Italia. Con un blitz vero e proprio, i malintenzionati avevano messo a soqquadro i locali del partito politico, proprio nei giorni in cui i sostentori di Fdi stavano preparando una manifestazione locale in ricordo delle vittime delle foibe. L'accaduto - per il quale si sospetta la matrice politica - era stato denunciato con fermezza anche dal presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

In una nota, l'ex premier aveva scritto: "La devastazione della sede di Fratelli d'Italia a Fermo è un atto grave, rivolto contro una forza di opposizione di centro-destra, che merita la più ferma condanna.

A Giorgia Meloni e al suo partito va la totale solidarietà di Forza Italia e mia personale". E ancora, Berlusconi aveva sottolineato: "La violenza politica è un cattivo germe da estirpare nel modo più assoluto".

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